Mancano oramai poche ore dall’attesissimo incontro che la Virtus Verona di Gigi Fresco dovrà sostenere al “Giuseppe Voltini” di Crema – casa della Pergolettese – per tentare di salvare una stagione intera ed evitare la retrocessione diretta in serie D. Nel popoloso borgo-laboratorio ad Est di Verona, si avverte la tensione che accompagna questi momenti al big match al quale i rosso-blu sono chiamati a un solo risultato, per poi eventualmente – nei restanti 180 minuti finali – potersi rigiocare con gli stessi cremonesi la salvezza a gara secca, quella appunta del match unico dei play out. La “vecchia Virtus”, quella che ha preparato la strada verso l’approdo prima in Eccellenza, poi in serie D e Serie C, quella degli scoppiettanti anni 70-80, di gestione sinibaldo-nociniana – sembra spingere con i suoi consigli, le sue preghiere, le sue preci la Virtus Verona verso quella che ai più pare un’impresa a dir poco miracolosa, nel caso la società dovesse ricalcare per il suo 10° anno l’importante proscenio pedatorio. Ne abbiamo avvicinati alcuni, vediamo cosa ci hanno detto.
Walter Ronconi, mediano-difensore US Virtus B.V., classe 1956: “Una salvezza, quest’anno, ora, ha davvero del miracoloso, anche se nel calcio di miracoli se ne vedono poco. Il rigore di Fabbro terminato sulla traversa al 96° minuto non vorrei rispecchiasse tutto l’andamento di un’annata stregata, ma ancora per un verso rimediabile. I giocatori di qualità, Gigi li aveva davvero quest’anno, atti a migliorare il piazzamento dello scorso anno. E’ che qando ti gira storta, hai poco a cui aggrapparti! Forza, comunque, Virtus: siamo tutti con te, vicini con l’anima e con il pensiero!
Enrico Gironi, portiere, classe 1958: Deve succedere altro che un miracolo: la Virtus deve vincere tre gare di seguito, la Pergolettese invece deve perderle tutte! La vedo dura, anche se secondo me lo stato d’animo ora è completamente diverso rispetto ai cremonesi, più alti in classifica. E’ un’annata tragica, segnata!
Mauro Spada, centrocampista, classe 1956, presidente di circoscrizione per due mandati dal 2007 al 2017: A questo punto, solo un colpo di coda e di orgoglio possono portare in salvo la Virtus! Ma, onestamente, la vedo brutta, molto complicata, anche se poi nel calcio ci sta tutto, eh! Forse, le vicende extra calcistiche che hanno interessato Gigi (Fresco) non gli hanno permesso di agire con concentrazione massima sulla gestione del gruppo della Prima squadra!
Fausto Zanoni, ex mister, classe 1948: le speranze sono talmente ridotte al lumicino, che se uno dovesse scommettere vincerebbe migliaia di euro. Speriamo anche in un partitone da parte della Virtus, ma non è finita mica lì: restano poi altre due gare da vincere. Rischiamo l’impossibile!
Omero Polacco (centrocampista, classe 1958): Non sto seguendo molto le vicende virtussine relative alla Prima squadra di serie C. Mi sembra che quello che sta avviandosi alla conclusione sia un anno di quelli sfortunati, che possono capitare a qualsiasi società. Non ho visto né in presenza né in tivù alcuna gara, ma, auguro un fortissimo in bocca al lupo ai ragazzi che si giocheranno tutto a Crema!
Paolo Tosi (autore dell’inno “Virtus ale’!”, ex mezzapunta, classe 1954): Spero davvero di cuore che la squadra si salvi, ma, la vedo dura, quasi impossibile, anche se nei miracoli conviene sempre sperare. Penso anche che se dovesse retrocedere, farebbe fatica risalire in serie C. Non so quanto le vicende abbiamo influito nell’operare di Gigi Fresco, anche se in campo per 90 e più minuti ci devono pensare di andare i giocatori, non lui!
Giorgio Moreschi, ala sinistra, classe 1956: Purtroppo, lunedì di Pasquetta, al “Gavagnìn-Nocini”, ho visto bene solo la vecchia guardia – Daffara, Ingrosso e Zarpellon – giocare con impegno. Gli altri hanno svolto il classico compitino, troppo poco! Ho incontrato “El Cile”, al secolo Roberto Bonente, “padre calcistico” di Gigi Fresco) e mi ha confidato che Gigi spera in un ripescaggio. Il rigore fallito ci può stare, ma denuncia la mancanza di personalità, di concentrazione di tutti i giocatori in un momento così delicato, così drammatico! Ora al “Giuseppe Voltini” serve solo un miracolo!
Armando Residore, re dei gol (113), classe 1948: Mi dispiace un mondo, ma non sono ottimista perché non sono convinto di questa squadra, che non ha un suo gioco. L’unica via di salvezza è il colpaccio a Crema, ma, credo che sarà un’impressa davvero titanica!
Fabio Beltrame, trequartista, classe 1959: li ho visti scarichi mentalmente, non di gamba, contro l’AlbinoLeffe, 1 a 3. La vicenda dell’avvicendamento con mister Tommaso Chiecchi ha fatto male, non bene alla psiche della squadra, ma, conoscendolo, lui sta tentandole tutte per salvare la baracca. Li ho visti quattro feste fa, ma li ho visti un pò sfiduciati. Ora serve solo un miracolo grande come un palazzo, non come una casa!
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





