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domenica, 17 Ottobre 2021

Matteo Crivellaro (Cologna Veneta): “Siamo una matricola, ma non molliamo!”

E’ il roverchiarese centrocampista, classe 1995 (è nato il 6 dicembre), Matteo Crivellaro a dare la carica all’A.C.D. Cologna Veneta, unica compagine veronese ancora a secco di punti nel girone “A” di Eccellenza del veneto. Ricordiamo che, assieme al Team Santa Lucia Golosine e al Mozzecane, i “giallo-blu del mandorlato” sono stati in questa piena estate “promossi” al Torneo di Eccellenza. “Siamo nuovi della categoria” spiega “El Crive” “molti di noi non ci avevano mai prima messo gli scarpini, ma non per questo non abbiamo alcuna intenzione di mollare. Anzi! Se c’è una cosa in cui crediamo è che ogni domenica dobbiamo dare il massimo, giocare in maniera quasi perfetta. Mister Luca Cortellazzi? E’ il primo che non molla di un millimetro e che ci sprona a farlo anche noi, visto che conosce bene come funziona l’Eccellenza, in cui lui ha avuto già esperienze in passato”.

L’obiettivo-salvezza si rinforza sempre di più ora in riva al Guà… “Partita dopo partita, dobbiamo migliorare per guadagnare la permanenza in categoria, traguardo che per noi sarebbe un grandissimo risultato”. Dopo i primi calci dati a Roverchiara, è stato all’Isola Rizza fino agli Esordienti, poi, 2-3 stagioni negli Allievi dell’A.C. Sambonifacese di mister Giovanni Bongiovanni: “A 18 anni ho debuttato in Promozione con il Santo Stefano di Zimella: un anno con i “giallo-blu dell’asparago”, poi, 4 stagioni con l’Aurora Cavalponica ed eccomi ora qui al 5° anno consecutivo nell’A.C. Cologna Veneta. In Eccellenza cambia il passo, il ritmo da tenere in ogni partita, al minimo errore rischi di essere castigato. Bisogna prestare attenzione anche ai minimi particolari, perché sono quelli che possono fare la differenza. Per quel che ci riguarda, beh, noi continueremo a crederci fino in fondo, abbiamo un gruppo affiatato e i risultati, ne sono convinto, arriveranno, mi auguro, più prima che poi”.

Centrocampista abbastanza fisico, con il passare del tempo è sempre un pochino più arretrato: “All’inizio” ricorda “giocavo più avanti e mi cavavo anche lo sfizio di firmare qualche gol, ora, invece, mi posiziono più indietro per pennellare assist ai miei compagni di attacco. Il mio numero preferito è il colpo di testa, sì, nel recente passato ne ho sferrate di incornate vincenti, ora dovrei riprendere a farne di più (sorriso!). Devo migliorare nell’avere più personalità, nel prendere in mano la squadra nei momenti difficili, delicati della gara, devo assumermi più responsabilità”. Interista, idolo Ronaldo il “Fenomeno, Matteo ha conseguito la laurea in Agraria presso l’Ateneo patavino: “Sono dottore agronomo e il calcio, assieme al lavoro e alla mia ragazza, assorbono molto della mia giornata”. E, da buon agronomo, se uno come lui conosce tutto sui campi, beh, in teoria, ma anche in pratica, dovrebbe intendersene anche di quelli da calcio, o no?

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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