Predica calma e sangue freddo mister Davide Chizzoni Susani, approdato quest’anno in prima squadra dopo l’esperienza fatta con la Juniores blaugrana. Dopo l’amara retrocessione dall’Eccellenza, al Real serviva ripartire con un nuovo staff tecnico e un gruppo rinnovato. Con pazienza e metodo si è costruita una rosa competitiva per cercare di affrontare al meglio le agguerrite avversarie di Promozione. Abbiamo rivolto cinque domande a mister Chizzoni, ex portiere professionista, sempre disponibile e attento lettore della nostra testata. Mister, quella di domenica scorsa in casa a Valgatara contro il Baldo Junior Team (1 a 0 con rete su rigore di Giuseppe Leso al 27° della ripresa) che partita è stata, secondo lei? “Molto combattuta e a buon ritmo, tra due squadre che volevano portare a casa il bottino pieno. Entrambe hanno cercato di saltare le linee per rendersi pericolose in attacco. Ci siamo riusciti noi, con Leso che ha trasformato un rigore secondo me giusto. Il Baldo ha provato a reagire, ma abbiamo eretto un muro e resistito fino alla fine”.
Questa vittoria può cambiare qualcosa per voi? “Assolutamente no. Siamo in crescita, il gruppo lavora bene e con coesione. La società ci sostiene nel modo giusto. Noi pensiamo partita dopo partita, con umiltà e determinazione. Dopo tre giornate abbiamo due pareggi e una vittoria: 5 punti, al sesto posto da soli a -1 dal Baldo Junior Team e dallo Zevio. Non abbiamo ancora fatto nulla. Il campionato è lungo e difficile, dobbiamo restare concentrati fino in fondo”. Stai insegnando un gioco veloce e palla a terra: cosa manca alla tua squadra per spiccare il volo? “Dipende cosa significa spiccare il volo. Noi non abbiamo mai fatto proclami: vogliamo giocarci le partite alla pari con tutti, senza risparmio. Ogni gara dev’essere un’occasione per alzare l’asticella. Vedo entusiasmo, carica e tanti giovani che, se credono in se stessi, possono davvero crescere e fare il salto di qualità”.
José Mourinho ha detto: “La squadra che voglio è quella in cui, in un determinato momento, tutti i giocatori pensano alla stessa cosa contemporaneamente: questa è l’essenza del gioco di squadra”. Sei d’accordo? “Ha ragione. Tutti devono remare dalla stessa parte. Lo spogliatoio è fondamentale: lì si creano amicizie vere, non solo calcistiche. Il calcio è palestra di vita. Amo le squadre con personalità, ma sempre pronte a sacrificarsi l’una per l’altra. Divertimento e carica agonistica devono andare di pari passo con la testa e con l’intelligenza tattica”. Domenica affronterete in trasferta l’Olimpica Dossobuono. Che partita ti aspetti? “Qualche idea ce l’ho, ma la tengo per me (sorride). Il Dossobuono è una squadra giovane, capace di cambiare passo. È ultima con un punto in tre gare, viene da una sconfitta pesante a San Bonifacio e avrà grande voglia di riscatto. Contro di noi giocherà la partita della vita. Noi dovremo essere attenti e compatti, coprendo bene gli spazi”. Un allenatore è bravo se…? “Se la squadra ascolta e mette in pratica le sue idee. Se riesce a trasmettere l’alchimia giusta, creando un ambiente positivo. Deve saper gestire il gruppo, assumersi le proprie responsabilità, essere flessibile e leggere bene le partite. Aggiornarsi sempre e non sentirsi mai arrivato: questa è la chiave”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





