La partita della vita per l’Atletico Città di Cerea del presidente Diego Piva e di mister Luca Monastero, classe 1984, agente di commercio al suo quinto anno al servizio del “Piccolo Toro” dopo quattro stagioni nel settore giovanile, sarà quella contro gli alto-vicentini del Summania di Piovene Rocchette, ultima uscita della Valdastico. La sfida si giocherà allo stadio “Pelaloca” di Cerea, che si preannuncia gremito come non mai dopo gli ultimi due confronti con il Bonavigo. “Ho raccolto alcune informazioni sulla nostra prossima avversaria” racconta il tecnico, ex allenatore anche della Prima squadra della Sampietrina e del Gips Salizzole, “e ho scoperto che sono arrivati secondi, a tre punti dalla capolista Sarcedo, 65 punti contro 62. Vantano inoltre la miglior difesa del girone C vicentino, mentre in attacco hanno realizzato meno reti rispetto a noi”. Chi sarà il grande assente del Cerea? “Mancherà Mattìa Camòn per infortunio, dopo aver già scontato la domenica di squalifica a Saletto di Montagnana, mentre rientreranno, sempre dopo la squalifica, Brahim Samrani e Makhtar Diagne”.
Il sorteggio vi ha già consegnato un piccolo bonus, oppure no? “Si giocherà in gara unica al “Pelaloca” e questo rappresenta sicuramente un bel vantaggio. Giocare davanti al nostro pubblico, sostenuti dal caloroso incitamento dei nostri tifosi, oltre alla conoscenza del tappeto erboso, può costituire un valore aggiunto, ma di certo non significa partire già con una rete di vantaggio”. Qual è il suo principale timore? “Grazie a queste tre partite – l’ultima di campionato contro il Bonavigo, lo spareggio tra prime classificate contro la Solesinese e la quarta vittoria stagionale ancora contro il Bonavigo nel secondo turno play off – la squadra ha acquisito sicurezza, serenità e maggiore consapevolezza dei propri mezzi. La sconfitta di Saletto di Montagnana per mano della Solesinese ci ha ricacciati in Purgatorio, non certo all’Inferno degli stati d’animo. Se devo essere sincero, ci ha lasciato parecchio amaro in bocca, ma oggi siamo consapevoli che, con un gruppo giovane, dinamico e tornato a credere pienamente nelle proprie qualità, possiamo perdere soltanto per episodi e non per inferiorità tecnico-tattica”.
Cos’è che la convince di farcela? “Lo stato di salute dei ragazzi, la loro serenità e lo splendido affiatamento che si è creato nel gruppo: mai uno screzio, tutti molto uniti anche fuori dal campo. Poi, si sa, anche la fortuna avrà il suo peso. Ma siamo convinti di poter chiudere nel migliore dei modi il percorso che abbiamo costruito in questi nove mesi. Guido una squadra cresciuta tantissimo sia a livello individuale sia come gioco d’insieme”. Davvero questa può essere considerata la stagione dell’esplosione di Mohammed Abayba, classe 2004. “Moha” sottolinea mister Monastero “l’ho allenato per quattro stagioni nelle giovanili del Cerea, prima che tornasse a Cerea dopo una breve parentesi a Cologna Veneta. E’ in continuo miglioramento e nella seconda parte della stagione è definitivamente esploso. È molto bravo anche nella fase difensiva, oltre che in quella offensiva”. Anche bomber Diego Rossetti, classe 2004, generoso pure nel ruolo di assist-man, sta recuperando bene sotto ogni aspetto. “Non ha ancora raggiunto la condizione migliore, ma sta gestendo molto bene i 65-70 minuti nei quali viene impiegato. Un altro elemento in forte crescita è Leonardo Coen, classe 2006, che si divide tra la Juniores Regionale e la Prima squadra. Giochiamo con un modulo diverso a seconda dell’avversario che affrontiamo”.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





