Nel debutto in Prima categoria il Malcesine parte … in quarta!

442

Favorito da un clima ancora tiepido e stregato dal fascino che l’alto lago di Garda riesce a emanare, il turismo – soprattutto quello nordeuropeo tra non molto avvinghiato dai venti freddi di lassù – resiste ancora nella cittadina lacustre: i tavolini sono occupati nella stragrande maggioranza da visi arrossati dal sole e da coppie dai capelli color pannocchia che si scambiano effusioni. E, mentre la voce di mister Marco Martini è l’unica che sibila tra i suoi atleti bianco-granata durante la seduta atletica del martedì sera sul sintetico di Cassone – un rettangolo di finta erba strappato alla montagna -, noi facciamo una capatina al vicino ristorante “Hotel Cassone”, quello gestito da Simeone Casella, accogliendo dopo anni – 6 di sua presidenza – l’invito ad assaggiare i suoi deliziosi piatti, veri stuzzichini di pesce, così abbiamo deciso. Dovendo, a sera inoltrata, fare ritorno a casa in auto dall’irraggiungibile località gardesana, abbiamo rinunciato a sorseggiare della garrula bonarda piemontese (la mamma, albergatrice alla pari del marito, si appresta a diventare, a gennaio, nonna per la terza volta!).

In cambio abbiamo fatto quattro chiacchiere versate sul calice della matricola bianco-granata, protagonista di questo scoppiettante girone “A” di Prima categoria: un traguardo storico rinverdito dopo più di mezzo secolo di pallone preso a calci nel vecchio, leggiadro “Felice Nesi”, il teatro di mille, epiche battaglie, il campo amico “ante litteram”, perché quando gli alto-gardesani si portavano in vantaggio, il cuoio finiva in mezzo al lago, rosicchiando minuti preziosi al tempo. “In Coppa veneto e in campionato ” sottolinea con un pizzico di comprensibile fierezza il presidente e trattore Casella “siamo partiti col piede giusto, collezionando una vittoria e un pareggio nel Trofeo veneto e subito una vittoria convincente – 4 a 2 in casa -, contro la Pol. Quaderni. A dire il vero, ci aspettavamo una categoria più dura, anche se non possiamo conoscere la consistenza delle altre concorrenti. Comunque, finora, non abbiamo ancora utilizzato 4 titolari perchè sono impegnati nelle attività turistiche della zona. Titolari, per modo di dire, perché quest’anno abbiamo deciso di contornarci di 22 titolari, uno meglio dell’altro, puntando su un poker d’assi – Xaferllari, ex Garda, e considerato dallo stesso mister Martini il miglior giocatore che fino ad ora ha allenato, Valerio Armani, difensore dai piedi educati, giunto dall’Arco di Trento (Eccellenza), e bomber Michele Marinaro, che non sta facendo rimpiangere il grande Nicola Lutterotti, e Filippo Marchiori, difensore navigato (classe 1982), prelevato dalla Benacense”.

Giocatori con esperienza di categoria superiore, quindi… “Sì, tutti validi e che si innestano in un gruppo diretto dal valore aggiunto – mister Martini, il quale monitorizza anche il nostro vivaio, presente, tranne che negli Allievi, in tutti i Tornei indetti dalla Figc, frutto della grande collaborazione con la vicina Brenzone -, un gruppo, dicevo, affiatato ed intelligente nell’accogliere i nuovi come chiocce direzionali. Non solo, ma Marchiori è già diventato l’uomo-spogliatoio. Insomma, abbiamo aggiunto un pò di qualità con atleti del basso Trentino, in attesa in un prossimo futuro di offrire la vetrina della Prima squadra ai giovani del nostro settore giovanile”.

Tra i pali è tornato Luca Bagnara: “Si era preso un anno sabbatico per motivi di lavoro, e, dopo la prima gara di Coppa Veneto in cui il nostro Matteo Azzoni ha subito il rosso, lui si è fatto trovare preparato alla chiamata parando addirittura un rigore domenica scorsa (8 settembre, ndr) contro il Quaderni”. Dove può arrivare questa scoppiettante matricola è presto dirlo: per il momento, è come mettere il sale al posto dello zucchero nella tazzina di caffè che chiude la cena: “Mi auguro di continuare così” sogna Casella “tocchiamo ferro. Sono convinto che se la squadra continuerà ad ascoltare il mister, possiamo andare lontano. Però, ripeto, è troppo presto per abbozzare previsioni, in quanto non ci è stato possibile saggiare la consistenza di altre avversarie e quindi non è stato possibile nemmeno verificare il nostro reale valore. Un’impressione, un dato, comunque, questo inizio di campionato l’ha offerto, e cioè che noi e il San Peretto, da buone matricole, stiamo viaggiando sulle ali dell’entusiasmo della prima volta nella nuova categoria. E, prudenzialmente, bisogna approfittarne per mettere più fieno in cascina”.

Avanti tutta, allora, come si usa dire in gergo nautico: fissato il boma e cassata la randa, mai perdersi in un bicchiere di acqua, non salata, ma dolce. Come le pietanze che ci sono state servite, capolavoro dell’intelletto, della fantasia e della passione di chi ama vedere ritornare i proprio clienti, un vero attentato ai più difficili succhi gastrici. I quali già si sciolgono, già si mettono in moto al solo inebriarsi della luna piena e scintillante, che occhieggia dietro ulivi secolari e leggendari lecci, rapiti dal gorgheggiare sincero dell’Arìl, il più piccolo fiume al mondo (misura solo 200 metri, uno dei 25 emissari del lago di Garda). Già, neanche farlo apposta: il salato…del fiume chiamato anche Ri si mescola, si intreccia, si impasta con il dolce presente nelle portate a fine corsa!

L’Arìl, mèta, e, perchè no, anche esca, di curiosi, che lasciano la provinciale Verona-Trento per ammirare uno spettacolo unico della natura e per poi degustare le prelibatezze, gli invitanti assaggi della cucina “made in Simeone Casella”. Eccovi la distinta dei protagonisti della serata: antipasto imperiale, a base di trota in salsa, luccio in salsa di sarde, polpettina di cavedano, trota affumicata, lavarello affumicato, tartare di trota con cipolla rossa di Tropea, salmerino marinato con finocchio fresco ed agrumi, sarda in saòr, musse di salmerino e di zafferano, speck di trota. E, veniamo ora al primo piatto: bis di primi composto da spaghetti alla carbonara di lago, con anguilla, uova e bottarda, e bigoli con le sarde e i pomodorini. “Dulcis in fundo”… a base di semifreddo al caffè, con crema di caramello e crumbles (in inglese e in irlandese, granelli, briciole) di cioccolato e nocciole.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

© Riproduzione riservata