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venerdì, 20 Maggio 2022

Nicolò ed Andrea D’Orazio, i gemelli poianesi che vivono il calcio …in bianco e nero

Portano un cognome che richiama subito alla mente il batterista dei Pooh, Stefano, il batterista e cantante romano venuto a mancare nel novembre del 2020. “Sì, tutti ce lo chiedono” sorridono all’unisono i gemelli Andrea e Nicolò, classe 2003, rispettivamente terzino destro e portiere degli Juniores Regionali della Juventina Valpantena di mister Luca Righetti. In verità, è il padre Davide laziale, ma lui – il genitore – non vanta trascorsi calcistici, ma soltanto di buon opposto nel volley (ha disputato una finale nazionale Under 18 con i frusinati del Pontecorvo contro l’ Olio Venturi di Spoleto, team in cui militava l’azzurro schiacciatore Samuele Papi). Nicolò, alto oltre i 190 centimetri, dovrebbe – secondo quanto gli ha indicato il suo mister – debuttare in Seconda categoria con i bianco-neri poianesi all’ultima giornata, visto che i valpantenati dei “fratelli Malaffo”, Diego il presidente, e Giorgio il diggì, hanno già guadagnato la salvezza nel girone “B”. Entrambi sono nati calcisticamente nella Virtus Borgo Venezia, Nicolò, il portiere, iniziando fuori, come attaccante, ma scoprendo subito la sua vena, la sua “mission” di “guardiano dei pali”. Questo fino all’età di Giovanissimo, per poi passare al Mantova per due mesi e in seguito indossando la casacca della Juventina Valpantena da 4 stagioni a questa parte. Andrea, invece, che parte anche lui dalla Virtus B.Venezia, è qualche centimetro meno alto del gemello, e nasce come terzino destro per poi scorrere anche sulla fascia come esterno.

Il portiere è tifoso del Chievo, Andrea, invece, del Milan e Pirlo è il suo idolo. Nicolò frequenta il “Ferrais” per diventare perito elettronico, Andrea il Liceo Scientifico e Sportivo “Nicolò Copernico”. Entrambi – e come dargli torto? – puntano in alto, anche se Andrea, a differenza di Nicolò, resta con i piedi per terra, quando riconosce che “ultimamente”, sicuramente a causa della pandemia che ha colpito un po’ tutti i nostri giovani atleti – “ha accusato noie muscolari” che non gli hanno permesso di consacrarsi bomber per via delle 2 reti siglate nelle ultime 4 partite giocate negli Juniores Regionali. Nicolò ammette di non avere una squadra del cuore: “Mi piace chi gioca il bel calcio. In porta? Amo parlare, chiamo anche troppo i compagni della difesa. Buono il rinvio con i piedi, devo migliorare nell’essere meno macchinoso quando entro in possesso di palla. In fase di parata, mi piace fare le spaccate alla Courtois, l’estremo difensore del Real Madrid. Sogno di arrivare un giorno tra i professionisti. Cosa me lo fa pensare? Il mio fisico, giusto da portiere. Credo di possedere un bel destro: da lontano e da fuori area, qualche volta, provo la conclusione a rete, visto che da alcuni anni è prevista la partecipazione di noi portieri nella fase offensiva”.

I margini di miglioramento del “portierone” bianco-nero sono il colpo di testa – non così indispensabile, a dir la verità, per un portiere!- devo innervosirmi di meno, prendermela cioè meno con me stesso e con i miei compagni quando sbaglio, o quando commettiamo errori. Questo capita più di frequente durante gli allenamenti, per fortuna, molto meno nelle partite che contano”. Anche per il gemello Andrea il colpo in acrobazia aerea non è il numero di repertorio da lui favorito: “Lo reputo una mia pecca, non invece quando abbozzo la finta nell’uno contro uno, e, invece di andare dalla parte in cui l’avversario s’immagina, rincorro il pallone evitando chi cerca di contrastarmi, di portami via la sfera. Cosa mi rimprovera mister Righetti? Di non metterci abbastanza cattiveria agonistica, aspetto che cercherò di curare in futuro oltre che al maggior potenziamento muscolare”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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