Ora è un Sona senza più magia…

Oggi pomeriggio alle ore 15, nella Chiesa parrocchiale di Palazzolo, ci sarà l'ultimo saluto a Gianfranco.

1029

Se ne è andato “El Mago”, alias Gianfranco Valbusa: avrebbe compiuto, il prossimo 24 marzo, 79 anni, ma li ha sempre nascosti bene. Non perché fosse pratico della magìa, arte che ha imparato al punto da esibirsi con successo in Russia e in Paesi d’Europa (è stato anche – lui un tempo socialista – insignito di Commendatore al merito della Repubblica), ma perché aveva capito che l’unica maniera per restare giovani è quella di vivere assieme ai giovani, condividere le loro attese, emozioni, ansie e delusioni (era affezionatissimo ai nipoti, in primis, a Thomas, calciatore della prima squadra rossoblu e mister dei giovani del Sona). Quando a Bosco di Sona ti recavi a trovarlo a casa sua, ebbene, era sempre una festa, era sempre sagra: “Maria, affetta quel prosciutto, servi in tavola la boccia di vino rosso e il salame appena stagionato!”, rivolgendosi alla moglie, che ha rivestito tutti i compiti (dalla cassiera, alla lavandaia a cuoca) dei rosso-blu attuali capolisti del girone “A” di Eccellenza veneta. “El Mago” se ne è andato alla maniera dei grandi, nel modo in cui tutti noi, ovviamente il più tardi possibile!, vorremmo lasciare questa terra, il calcio, i familiari, i tanti amici: nel proprio letto. Sì, alla maniera dei grandi, dei favoriti nel momento triste del trapasso: vicino al focolare domestico.

 Gianfranco Valbusa l’avevo conosciuto la prima volta una decina di anni fa a margine di un Torneo giovanile – l'”Alessio Danese” – tenutosi a Montecchia di Crosara: tramutava la banconota da 10 dollari in una sorta di bicchierino da dove usciva del vino, ti faceva sparire le monete di ferro, facendotele poi trovare in tasca o dietro gli orecchi: e, tutt’attorno a lui, un nugolo di ragazzini, di genitori, di amanti della magìa, divertiti e che gli chiedevano, lo supplicavano di estrarre dal cilindro un’altra “perla”, un’altra magìa. E, sorrideva, incapace com’era di arrabbiarsi neanche per quel gol annullato o per quel rigore non ravvisato dall’arbitro: era un gigante buono, alto, a volte immenso, sempre pronto a vincere, una volta entrati al bar o a un caffè, i duelli da cow boy perché freddava tutti nel portare la mano non alla fondina, bensì al portafoglio. “Non l’ho mai sentito parlare male una volta di qualcuno nè davanti né dietro le spalle!”: così lo ricorda l’ex diesse, oggi al servizio dei reggiani della Correggese in serie D, Gabriel Maule.

E, tutti coloro che hanno appreso la triste notizia si rasserenano non solo delle magìe con cui ha saputo intrattenere, incantare chi si è seduto attorno al tavolo, ma anche del suo spirito libero, pacioso e positivo: “Il Sona ha perduto: bè, vincerà la prossima volta!” rassicurava i disperati del “fubal”. Ora il Sona Calcio andrà avanti senza quel pizzico di magìa che è il sale del calcio: però, mister Beppe Brentegani ed i suoi giocatori potranno contare su un tifoso altolocato…, che come satellite non smetterà mai di seguire e tifare per le gesta dei rosso e blu del presidente Paolo Pradella. Sì, una piccola strisciolina color nero attraversa il gonfalone del Sona, ma, sai quanto vale poter contare, lassù, di un gigante buono, di un mago come Gianfranco Valbusa? Dal cielo infinito giungeranno lo stesso a noi poveri terrestri le sue giocate, che mai capiremo, ma anche i suoi misteriosi trucchi.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

© Riproduzione riservata