Una cena tra amici, appassionati di calcio e appartenenti alle tre società calcistiche che si sono succedute a Pastrengo dal 1980 a oggi: Virtus Pastrengo, Pastrengo 1990 e Pastrengo 2006. Nell’occasione sono state consegnate alcune targhe ricordo, per celebrare le gesta dilettantistiche di alcuni suoi rappresentanti: in particolare all’indimenticato Zeno Fraccaroli, a Walter Righetti e appunto a Paolo Brentegani. La bella iniziativa, che ha coniugato allegra convivialità e struggenti ricordi, è stata ideata da Walter Righetti, storico dirigente e allenatore delle tre società di calcio di Pastrengo e organizzata con la collaborazione degli amici Antonello Zeni e Zeno Fraccaroli (quest’ultimo, purtroppo, venuto a mancare proprio pochi giorni prima della cena). Una bella serata in amicizia, arricchita dalle fotografie, dalle storie e dagli aneddoti, cui hanno partecipato oltre 60 ex giocatori e dirigenti delle squadre di Pastrengo dagli anni ’80 fino al 2025. Presenti alla serata anche la fotografa Monica e il giornalista de l’Arena Flavio Pasetto. “Se ci penso mi commuovo ancora, continuamente – confessa Paolo Brentegani – quando ricordo la figura di Zeno Fraccaroli che purtroppo non è più tra noi. Una grande persona, corretta e di cuore, innamorata di fare calcio a Pastrengo. Mi mancherà tanto. Un importante punto di riferimento per tutto il paese e il mondo sportivo del territorio”.
Poi il mister e diesse gialloverde Paolo Brentegani commenta il suo ritiro (solo momentaneo, assicura) dalle panchine dei nostri amati dilettanti e sottolinea: “Il Pastrengo Calcio è stata la mia seconda famiglia, dove mi sono trovato nel fare il giocatore, poi l’allenatore e pure il dirigente. Mi sono arrabbiato, ho gioito per le vittorie della mia squadra, ho assaporato momenti difficili e anche meravigliosi, rialzando la testa quando era necessario e non mollando mai”. Ora sfoglia idealmente il suo libro dei ricordi più cari e prosegue: “Ricordo con estremo piacere quando ho vinto da giocatore nella stagione 1994-95 il campionato di Terza Categoria. La stagione dopo, con in panca il mister e grande amico Tiziano Quarella (che giocò in Serie B, con la maglia del Pisa) vincemmo la Seconda Categoria per salire in Prima. A Pastrengo ho avuto la fortuna di giocare assieme a mio fratello Giuseppe, bravissimo tecnico del Bardolino dei miracoli, arrivato fino a militare in Eccellenza, e del Sona, che condusse dall’Eccellenza alla promozione in Serie D.
Anch’io, da tecnico, alla guida del mio Pastrengo ho vinto i miei campionati – e ride divertito – festeggiando quattro promozioni; poi, da direttore sportivo, con Guerrino Gelmetti a guidare la brigata, abbiamo fatto un magico filotto rimanendo imbattuti per 16 gare consecutive. Hanno vestito la casacca del Pastrengo anche i miei due figli Alberto e Giampaolo, nonché i nipoti Alessandro, Giovanni e Davide De Carli. Colgo l’occasione, attraverso la vostra testata che leggo sempre con grande interesse, per ringraziare tutti i calciatori che sono stati miei compagni di squadra e tutti quelli che ho allenato e diretto in questi anni: lo sport di Pastrengo deve molto a tutti loro. Poi ringrazio i dirigenti Antonello Zeni, Antonio Gragnato, Daniele Navisenti, Pierluigi Pillia, Nicola Righetti, Maurizio Pietropoli, Luca Circasso e Daniele Gianelli, che hanno vissuto con ardore la storia del Pastrengo”. Cosa prevede il futuro di Paolo Brentegani? “Come ho già comunicato, per ora mi sono preso un anno sabbatico, per osservare il calcio dall’esterno: insomma, sto ricaricando le pile. Il calcio mi ha dato tantissimo e spero possa regalarmi ancora nuove emozioni”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





