E non poteva andare diversamente: l’ASD Calcio Mozzecane, quella società portata, in questi ultimissimi anni, al punto più alto della propria parabola dal giovane presidente Riccardo Montefameglio (classe 1978), non muore, ma continua a vivere ripartendo dalla Terza categoria. Ed è giusto così, perché il Comune di Mozzecane è il più “sportivo” dell’intera provincia di Verona, considerando il rapporto tra densità demografica, numero di realtà sportive presenti sul territorio e le migliaia di atleti che pullulano in quel lembo di terra alle spalle di Villafranca e ai confini con il Mantovano. Da oggi in poi, da quelle parti, “el fubàl” si chiamerà Calcio Mozzecane 1970. Il logo resterà invariato; presidente sarà l’ex portiere Gianmaria Bonometti, affiancato dai dirigenti dott. Paolo Giavoni (laureato in Pedagogia e già massimo dirigente del club nella stagione 1999-2000) e dall’ultranovantenne padre Giorgio, in passato presidente sia dell’Hendrix Mozzecane sia della meteora Tormine. Giorgio è inoltre fratello minore del 95enne dott. Giorgio, già presidente del Magico Sivam di Bagnolo e del San Giovanni Lupatoto. Il direttore sportivo è Fabio Ferrari e si sta cercando di costruire una squadra con tanti ragazzi del paese e zone limitrofe che vogliono rilanciare la squadra e che amano i colori rossoblù.
Nei quadri dirigenziali rossoblù trovano posto anche il mitico segretario molisano Antonio Trematore, vice presidente al pari di Carlo Adami, e altre figure che hanno “svezzato” “El Mozze”, contribuendo a portarlo fino all’Eccellenza, come Zamboni e Cristofori. Così, dal “Nereo Faccioli”, all’ombra del bocciodromo, arriva la fumata bianca della rinascita e non quella nera del funerale calcistico. Grande attenzione – ed è altrettanto giusto che sia così – sarà riservata al vivaio, punto di ripartenza e pietra angolare del nuovo corso. Per garantire continuità tecnica e organizzativa, è stata riconfermata la Direzione Sportiva del Settore Giovanile, mantenendo al tempo stesso aperta la porta a nuove energie e a persone animate da grande passione, portatrici di idee innovative. Il Calcio Mozzecane 1970 si trasforma così in un cantiere aperto: una società non più esclusiva, ma sempre più inclusiva nei confronti di quanti, sul territorio, amano praticare il football soprattutto per passione e diletto, offrendo ai ragazzi le migliori opportunità possibili in un contesto di chiarezza, lealtà e trasparenza, valori che ogni famiglia e ogni atleta sanno di poter trovare. Il motto coniato in questi giorni, in occasione della “non sparizione” del calcio mozzecanese nella comunità a sud del Tione, recita: “Partiamo dai ragazzi, partiamo da Mozzecane, ripartiamo da noi!”. E, a dirla tutta, non è affatto male come slogan per inaugurare la ripartenza.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





