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martedì, 27 Ottobre 2020

Quaderni in lutto: è mancata Sara Olivieri, la “presidentessa guerriera”!

L'ex presidentessa neroverde si è spenta a soli 51 anni

La notizia arriva, come un bisturi freddo e tagliente, nelle prime ore del pomeriggio di ieri. Si sapeva che Sara Olivieri stava giocando la partita più difficile della sua vita, quella contro la quale non bastano la testa, il cuore, le gambe e il massimo dell’impegno. Ma, quella che, da quando esiste l’essere umano, è preda del destino, cieco e baro. E il ghigno, ovvero il sorriso sarcastico di chi tutto si prende in maniera irreversibile da un momento all’altro come dicono i francesi, la “signora vestita in nero”, come invece l’etichettava qualche poeta italiano del 900, si è mostrato davanti a lei, se l’è venuta a prendere – la “signora vestita di nero” – all’inizio dell’autunno, alla fine del suo mandato presidenziale, durato un buon decennio. Sara sapeva benissimo con chi aveva a che fare, contro quale mostro doveva fare i conti: proprio lei infermiera professionale, sempre a contatto con chi lotta come un acrobata sul filo della vita, ma, aveva preso il calcio come il miglior pretesto per non pensare a quella tauromachia, a quella lotta tra giganti, lei, da una parte, fortissima di carattere, mai una volta imbronciata, e la morte, spietata e con la benda sempre ficcata sugli occhi. La piangono in molti: non solo a Quaderni, dove aveva avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare come riportiamo nelle testimonianze rilasciate di chi ha collaborato sportivamente con lei per anni.

“Dio è distratto” grida amareggiato, quasi arrabbiato, Antonello Franchini, classe 1961, imprenditore metalmeccanico quadernese, prima giocatore e poi giovanissimo presidente – dal 1990 al 2000 – dei “nero-verdi della Postumia”: “Nostro Signore prende tra le sue braccia sempre le persone migliori, specialmente le più buone. E’ anche questo il messaggio che, appresa la notizia, ho inviato subito al fratello più grande di Sara, mio amico. Sara, poi, era amica dei miei due figli, Federico e Mattia”. “E’ tutto vero, purtroppo!” commenta con un fil di voce chi, in estate, ha impugnato la staffetta della successione nero-verde, il giovane Nicolò Turrina: “Porterò nel mio cuore e impresso nella mente la figura di una guerriera del calcio, sempre disponibile con tutti, innamorata di quelle piccole leve nero-verdi, che “viziava” con dolcetti e coccole di ogni tipo. Trattamento che riservava ai ragazzi della Prima squadra. Sara amava non solo il calcio, ma lo Sport, tutte le discipline agonistiche perché momento di opportunità aggregativa, e aveva trasformato il settore Calcio della Polisportiva Quaderni in una famiglia”. “Aveva avvertito di aver chiuso un ciclo, non di aver chiuso con quella vita che amava e che sprizzava entusiasmo e voglia di vivere da tutti i pori della sua pelle. Un colpo così basso, beh, credo proprio che non se l’aspettasse così imminente e rapido come una fitta al cuore”.

Parole cariche di commozione autentica e tanti ricordi vissuti assieme stillano anche dalla “memoria storica” del calcio quadernese, Aldo Perina: “Sara mi lascia un ricordo indelebile come persona e come dirigente sportiva, compito che rivestiva da circa 30 anni, 10 dei quali nella veste di massimo dirigente. Ha cambiato il modo di gestire la Prima squadra, l’ha rinnovata, ha dato spazio e linfa al Settore Giovanile, unica risorsa per salvare il gonfalone per una società che ha sempre dovuto fare con le proprie risorse, e che non si è mai potuta permettere né frizzi né lazzi né lussi. Si era dimessa perché sapeva che doveva combattere contro un qualcosa di anormale, non di umano, contro un mostro che ingoia tutto e tutti, senza guardare in faccia nessuno. Penso che anche molti altri club del Veronese ricorderanno la sua disponibilità, il suo sorriso, capace di risolvere qualsiasi problema, di scalare qualsiasi montagna, beh, quello di sicuro noi come Polisportiva Quaderni non ce la scorderemo mai!”

Altro prezioso suo “compagno di viaggio” quadernese è stato Gianfranco Turrina: “Io e Sara siamo stati a fianco per 13 anni, prima come dirigente e poi nella mia veste di massimo dirigente che l’ha preceduta nell’incarico. Ricordo la gioia che le procurava stare ore e ore con i piccoli della Scuola Calcio: Sara amava i bambini, anche se non li aveva mai avuti. Voleva che il gruppo restasse unito anche dopo una sconfitta perché sapeva che esisteva qualcosa d’altro di irreparabile, di peggiore: ha portato l’atmosfera di “terzo tempo” rugbistico a Quaderni”. Ed ancora: “Il ricordo più bello? Quando, dopo la retrocessione dalla Prima alla Seconda categoria – annata 2009-10 – e in seguito alla tragica scomparsa in seguito a incidente motociclistico accaduta a Devid Righetto: un evento che la turbò non poco! -, ebbene, risalimmo subito la china, e non l’ho mai vista così soddisfatta dell’impresa. Tensione prima di una partita, passione per la causa calcistica, pignoleria e disponibilità nella riuscita dei tanti Tornei Notturni organizzati insieme: 30 anni di tempo libero profuso per la Polisportiva Quaderni, questo è il ritratto più fedele di Sara Olivieri, quello che mi accompagnerà per tutta la vita. Dai, vieni a darmi una mano a Pizzoletta, dove faremo crescere un bel vivaio anche qui? No, fu la sua risposta, e questa la dice tutta su cosa ha significato il Quaderni per Sara: fedeltà fino all’ultimo giorno”.

Aldilà degli aggettivi che si sprecano, mai come in questo frangente, una cosa bisogna riconoscerla in Sara Olivieri: e la risposta la troviamo nelle parole con cui Antonello Franchini la ha tratteggiata: “Non è stato facile all’inizio del suo mandato per una donna un pochino inesperta affrontare tutte le difficoltà e riuscire ogni volta a superarle. Riconosco che oggi è più difficile fare calcio rispetto ai miei tempi, ma io provenivo pur sempre dal mondo del calcio, lei, invece, no. Lei si è trovata catapultata in un nuovo mondo, popolato da atleti maschi e con tanata passione e amore è riuscita fino all’ultimo a interpretare bene il ruolo di presidentessa”. L’ultima volta che noi della redazione di pianeta-calcio.it l’abbiamo intervistata è stata quest’estate, quando non si sapeva ancora se la macchina del nostro calcio riprendesse a rombare come sempre. Per il suo Quaderni, addirittura, si profilava lo spettro di un’amara retrocessione, evento di minore tragicità rispetto a quello al quale Sara è andata incontro. Ora, il pallone continua a rotolare, ma almeno ci conforta lassù che i “nero-verdi della Postumia” hanno una tifosa in più. Che si può godere le gesta dei suoi ragazzi, grandi e piccoli, da un osservatorio riservato a pochi perché “convocata” dal Creatore nella Nazionale “dei giusti per il calcio”. Almeno quel posto non glielo toglierà mai nessuno!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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