5.4 C
Verona
domenica, 29 Novembre 2020

Quella magnifica dozzina di anni di calcio portuense del presidente Renato Cestari

A Villa Bartollomea, a un tiro di schioppo dalla più augustea Legnago, laggiù, nel cuore verdeggiante delle Valli grandi veronesi, l’Agriturismo Alba Nova ha ruscellato emozioni e ricordi dell’U.S. Porto di Legnago della gestione Renato Cestari, classe 1940, allora imprenditore tessile. Come tutte le seconde realtà di un Comune, i bianco-rossi hanno dovuto rimboccarsi le maniche per dar vita a un club che oggi milita in Seconda categoria sotto la presidentessa Beatrice Zancanella, figlia di Pietro, ovvero colui che impugnò la staffetta quando Cestari capì che il calcio dilettantistico non era più a base di “pane e salame”, di cuore, amore e fantasia. Due passi più avanti di via Argine della Valle, nella sera di un autunno che mestamente si consegna a nuove restrizioni a causa del riacutizzarsi della “peste del 2020!, il Covid-19, balena nella notte di metà ottobre l’insegna, in cui campeggia un’edera, che tanto ricorda il simbolo del Partito Repubblicano Italiano, anche quello inghiottito ormai dalla notte dei tempi, ma che ben s’accosta dal punto di vista politico a quel clima – dal 1978 al 1991 -, in cui l’U.S. Porto sotto la gestione Cestari scriveva la sua favola, balzando dalla Terza alla Prima categoria.

In Italia, era il periodo della coalizione di Governo, il Pentapartito, quello formato dall’intesa tra la “Balena bianca” della Democrazia Cristiana, il PLI, il PSI, il PRI e il PSDI, costruita apposta per fare da sbarramento all’ingresso del PCI di Enrico Berlinguer. Un patto politico, che durò, nel nostro Belpaese, dal 1981 al 1991. “El fubal” alla sinistra del basso Adige, l’alternativa al Legnago Salus dell’avvocato France Salvatore, era rappresentato dal Porto: “Per i primi due anni” ricorda l’ancora Segretarissimo Claudio Limoni, classe 1940, figlio del senatore democristiano Dino, e papà dell’attaccante Marco, rapido, sgusciante, ex anche del Cerea, “abbiamo dovuto emigrare a Terrazzo, visto che non usufruivamo di un nostro campo da gioco. In estate del 3° anno di attività, abbiamo dotato l’attuale terreno di gioco – il “Comunale” di via Pietro Nenni” – degli impianti d’illuminazione: saltammo le vacanze al mare, lavorando sodo di domenica, tutto volontariato!”

Il calcio, sulla sinistra del basso Adige, sponda bianco-rossa, aveva emesso i primi vagiti dai salesiani. “Si erano formate contemporaneamente, nel 1977” spiega Limoni “due società: la PGS (Polisportiva Giovanile Salesiani) Porto di Legnago e l’U.S. Porto. La prima era mirata all’inclusione, era cioè animata dalla filosofia di dare spazio a tutti i giovani del paese, noi invece” puntualizza con comprensibile fierezza Cestari “puntavamo a un calcio agonistico”. Con le tasche piene di sogni e di poche palanche, con il cuore gonfio di una passione indicibile verso una scuderia, un gonfalone che rappresentava l’identità territoriale, i “portuensi” cominciarono ad ottenere i primi successi e a trasformare il loro conquistato, sudato terreno di gioco in una sorta di salotto: “Mister Bruno Zampolli da Ostiglia di Mantova, parente (esattamente cognato) del portiere della Nazionale e del grande Bologna, “Carburo” William Negri, e guidata da “Fuffo” Fulvio Bernardini – quello che nel 1964 si aggiudicò lo spareggio-scudetto all'”Olimpico” di Roma a spese dell’Internazionale morattiana, guidata dal “mago” Helenio Herrera – aveva agganciato dietro alla sua Fiat 131 un rullo per spianare, per meglio tirare a puntino il terreno di gioco di via Nenni”. Il calcio impartito al Grande Bologna di quella metà degli anni 60, si disse, era così bello, che non si ammirava neanche in Paradiso!

Nella dozzina di gestione-Cestari, si sono ritrovati, venerdì notte presso l’agriturismo “Alba Nova”, in via Brancaglia, a Villa Bartolomea, in una buona trentina per rivivere – come ogni anno incredibilmente riescono a fare! – schegge di quel glorioso passato di dilettanti e, perché no, anche ad assaggiare l’antipasto a base di salumi, focacce e polenta con i funghi, un risotto alla veneta accompagnato da fettuccine al ragù di anitra, e, come secondo, una invitante grigliata mista di maiale. Tiramisù versione Raffaello, cioè con il cocco e la cioccolata, come dessert, il tutto innaffiato da Cabernet rosso o Malvasia bianco, a scelta dei palati. Di giocatori, dicevamo, ne sono passati tanti quanti l’acqua sotto il ponte che unisce la più altèra Legnago alla sua frazione, un tempo Comune, Porto. Il più guascone, il più compagnone, sicuramente “Juke” Giampaolo Lucchini, il quale dove giocava faceva sempre coppia fissa con Missaglia, un centrocampista dai piedi buoni di Castelbaldo di Padova: “A Chioggia, in serie D, mi chiamavano “Garibaldi”, per via della barba e del mio volere sempre vincere a tutti i costi. Ero un cane sciolto, un mediano di spinta, uno che non mollava mai! Qualche sabato notte, dopo una notte brava, finivo a dormire in taverna del presidente Cestari, il quale mi perdonava tutto, pur di garantirsi la mia forza propulsiva, la mia carica di trascinatore, il mio carisma. Io e Franco Missaglia – centrocampista dai piedi buoni, che chiamavano “Socrates” – compagni in campo, di merenda invece fuori dal contesto calcistico. Nella pausa tè, mi fumavo tranquillamente la mia cicca, tanto sapevo di percorrere altre 380 volte il campo, dalla difesa all’attacco”.

E’ una settimana di grande euforia, quella che ha appena vissuto il nonno “Garibaldi” Lucchini: suo nipote, Luca, classe 2002, ha deciso con un suo diagonale incrociato il primo derby storico del Piganzo, quello tra l’Isola RizzaRoverchiara e l’Oppeano: 0 a 1 (domenica 11 ottobre 2020). E, chissà quanto sarà costato a livello di mancia quel gol-partita al simpaticissimo nonno!Di quegli anni in bianco-rosso, anche Roberto Sandrini, classe 1968, chirurgo senologico presso l’ospedale “Mater Salutis” di Legnago, figlio del medico Mario, cui Legnago ha intestato lo stadio. Uomo di centrocampo, dall’ottima visione di gioco, all’Andrea Pirlo per intenderci, suggeritore di trame euclidee, oggi mister dei Giovanissimi Nazionali del LegnagoSalus del presidente-imprenditore Davide Venturato. E’ stato lui, lo specialista del bisturi, l’anfitrione della serata, uno dei promotori della rimpatriata, ex medico sociale per un decennio del LegnagoSalus e come tanti altri portuensi atleta biancazzurro-granata, che ci ha fatto rivedere mister Cosimo Nasole da Taranto, Luca Bianchini, “The Wall”, da Ostiglia, un autentico muro difensivo, della serie…”di qui non si passa”…

Tra gli attaccanti, anche Giampaolo De Grandi, ex Legnago, punta aitante e molto ficcante in area: “Lo cedetti” ricorda Cestari “ai padovani del Casale di Scodosia, per poi riprendermelo a Porto”. Per non parlare di Giovanni Zordàn, dribblomane, rapidissimo palla al piede, il giocatore più corteggiato, ricercato dal presidente Renato Cestari: “Sarò andato su e giù da Bevilacqua una cinquantina di volte per strapparlo al Bevilacqua. Ma, il gioco è valsa la candela, ripagandomi con 26 gol in una sola stagione!” Tra i centrocampisti che hanno indossato la casacca bianco-rossa, Luca Dalla Vecchia, detto “Solier” per il suo orientamento politico laborista alla pari del giocatore del Perugia di Franco Dattoma e di mister Ilario Castagner quando il “grifone” umbro militava nel vecchio stadio “Pian di Massiano” prima che diventasse il “Renato Curi”. Poi, Davide Mecchi, agente assicuratore bovolonese, mancino dal piede fatato, Simone Zerbinato, “settepolmoni” “Lodetti” Gabriele Chiavegato ed anche Giampaolo “Juke” Lucchini: ha militato anche nel LegnagoSalus e nel Chioggia Sottomarina. Esterno basso, classe 1964, Roberto Franceschi, di Merlara di Padova, dove oggi gestisce un avviatissimo negozio di alimentari, soprattutto del ramo caseario: le migliori mozzarelle di bufala, commenta qualcuno seduto vicino a lui, le assaggi da lui.

Tra i portieri, Andrea Passigato, “l’eterno 12” Paolo Nardo, centrocampista-mezz’ala, Franco Farinazzo, padre di Marco, ex Legnago, ex Caldiero, centrocampista pure lui, classe 1996, ora in serie D, in forza all’Este di Padova. Difensore alla Collovati, alla Bonucci suggerisce qualchedun altro, Luciano Chiavenato, difensore elegante, ex Nova Gens, e promotore pure lui, assieme al dr Sandrini, della serata-rimpatriata, poi, Stefano Turrini, da Bovolone, piccolo di statura, ma capace di saltare la traversa, stopper pure lui, oggi macellaio presso un noto supermercato della Bassa veronese. Poi, sempre restando al pacchetto arretrato, Davide Ziviani. Altra bocca di fuoco, Nicola Marconi, aitante, volto alla Giancarlo Antognoni – o alla Gabriele Oriali: non invecchia mai, merito forse del capello fluido e lungo! -, dalle movenze che ricordano Andrea Carnevale. Direttore tecnico, Marco Princivalle, il costruttore delle “rose” bianco-rosse, dove bianco significa amicizia sincera e pura passione (per il calcio), e il rosso amore sviscerato nel rincorrere la sfera di cuoio. Nel pacchetto centrale, anche il tutto fosforo padovano “Soldatino Di Livio” Mauro Danielli, Alberto Frattini, in attacco il già citato “furetto” dalla chioma fulva, Marco Limoni, infine, Luca Rocchi, un funambolico mancino.

Ma, molti altri sono passati da quella sinistra del basso Adige, impossibile qui ricordarli tutti. Scorre veloce la serata, dove il pericolo di vivere un secondo lock down per un’altra ondata di Covid-19 alberga nel pensiero e nei volti visibilmente preoccupati del contesto che ci attende di vivere di molti ex giocatori bianco-rossi. In questo lembo di estrema terra veronese che sconfina nel Polesine, trovò rifugio la vedova di Ottobuono de’ Terzi, signore di Parma e Reggio. Quando il consorte venne trucidato, lei lasciò la via Emilia, per approdare in quest’ultimo Comune lungo il corso dell’Adige. La “Contessa della Valle”, così la chiamarono i villabartolomeesi, felici di adottarla (perché non inventare un dolce a lei dedicato?), vaga ancora, alla pari della mente degli ex assi portuensi, per queste zolle, ben ritratte non dal freddo bisturi, ma immortalate dal morbido pennello del chirurgo Roberto Sandrini, classe 1968, ieri centrocampista metronomo, oggi uomo salva vite umane ed allevatore-educatore delle future promesse dei “biancazzurri del Bussè”.

LA STORIA DELL’U.S.D. PORTO LEGNAGO
Nel 1977 nasce la P.G.S. – Polisportiva Giovani Salesiani –
Nel 1978 la P.G.S. – Polisportiva Giovani Salesiani si spacca in due società:
1) U.S. (dal 15/06/2004 U.S.D.) PORTO LEGNAGO – con finalità agonistica;
2) POLISPORTIVA PORTO – con finalità non agonistica.

Il primo Presidente dell’ U.S.D. Porto è il Sig. Renato Cestari che è rimasto al timone della Società fino alla fine della stagione sportiva 1989/90. Ed è merito di questo Presidente se la Società è cresciuta e radicata nel territorio sostenendola sempre in “toto” economicamente. Sotto la Sua Presidenza si è verificato il passaggio dalla Terza alla Seconda Categoria Dilettanti e, precisamente, al termine della stagione sportiva 1986/87 e il ripescaggio in Prima Categoria al termine della stagione sportiva 1989/90. Altri Presidenti della Società:
Verdolin Danilo nella stagione sportiva 1990/91- deceduto nel 2017,
Limoni Claudio dalla Stagione Sportiva 1991/92 alla Stagione Sportiva 1995/96;
Zancanella Cav. Pietro dalla Stagione Sportiva 1996/97 alla Stagione Sportiva 2004/2005“Indimenticato Presidente” deceduto il 25/08/2005;
Mirandola Gianluca dalla Stagione Sportiva 2005/2006 alla Stagione Sportiva 2007/2008;
Pavan Antonio dalla Stagione Sportiva 2008/2009 al 2009/2010;
Mirandola Gianluca dalla Stagione Sportiva 2010/2011.
Zancanella Beatrice dalla Stagione Sportiva 2012/2013.

Segnaliamo che al termine della Stagione Sportiva 1997/98 l’ U.S.D. Porto è retrocesso in Seconda Categoria ma è prontamente risalito in Prima Categoria al termine della Stagione Sportiva 1998/99. Altra retrocessione in Seconda Categoria al termine della stagione sportiva 2010/2011. Stagione sportiva 2014/2015 retrocessione in Terza Categoria e ripescaggio in Seconda Categoria per la Stagione Sportiva 2015/2016. Stagione 2016/2017 retrocessione in Terza Categoria. Stagione 2019/2020 promossi in Seconda Categoria. Da sempre la nostra Società partecipa a “tutti” i campionati indetti dalla F.I.G.C. per il Settore Giovanile sia a livello Provinciale che a livello Regionale.

Gli Allenatori che in tutti questi anni hanno fattivamente collaborato con la Società biancorossa sono stati:
Nasole Cosimo – Zampolli Bruno – Carpi Pier Luigi – Guardalben Mario – Gambin Giorgio – Verdolin Gianni – Chieppe Nicola – Bezzan Gian Luca – Berardo Paolo – Buson Roberto – Corso Gian Luca- Testi Maurizio – Danielli Mauro – Bernardinello Renato –Visentin Attilio – Veneziani Christian – Cattan Massimo – Marini Antonio – Rossi Gianni- Malaman Luciano – Bertolaso Matteo –Passera Gustavo Luis -Rossignoli Stefano – Caliari Paolo – Nardella Crescenzo – Zancanella Matteo.
Campionati FEMMINILI.
Campionati Regionali di Serie “B” e Juniores Regionali. Con la vittoria del Campionato nella Stagione Sportiva 2007/2008 le ragazze sono state promosse nel Campionato Regionale di Serie “A” meritatamente e dopo uno splendido campionato. Nel 2009/2010 sono retrocesse e per il 2010/2011 hanno scelto di partecipare al campionato di Serie “D”. Nel 2011/2012 partecipano al Campionato di Serie “C”. Nel 2012 i Responsabili del Calcio Femminile decidono di non proseguire nell’attività. Nella stagione sportiva 2014/2015 abbiamo partecipato al Campionato Regionale CALCIO A 5 Maschile e
ci siamo classificati al sesto posto in classifica generale. Stop attività Calcio a 5 nella stagione 2015/2016.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

© Riproduzione Riservata

Leggi ancora ...

Ultimi articoli

Il Sona del d.s. Caio Ferrarese insegue il sogno salvezza

Il Sona calcio, al suo primo anno in serie D, vuole portare a casa la salvezza nel difficile girone "B" lombardo in...

E’ giusto chiudere il campionato dopo solo il girone di andata?

Nell'ultima intervista fatta al presidente della Figc veneta Giuseppe Ruzza, il primo dirigente ipotizzava di riprendere i campionati dei dilettanti l'anno prossimo...

Simone Dal Degan, collaboratore di mister Parlato a Trento: “Esperienza per me unica!”

Per la prima volta, dopo tantissimi campionati, il calcio non lo vede protagonista in campo, soprattutto come negli ultimi anni da leader...

Il ricordo di Maradona attraverso le parole dei mister e giocatori dilettanti veronesi

E' stato sepolto accanto alla tomba dei genitori "il Pibe de oro" Diego Armando Maradona, scomparso da poco per un'arresto cardiaco. Abbiamo...

L’Ambrosiana di mister Chiecchi, tra stop e rinvii, fatica a trovare il giusto passo

Vuole tornare a correre per la salvezza con più ritmo e continuità, . Negli anni da roccioso Il mister rossonero continua dire...

I Nostri Social

Verona
foschia
5.4 ° C
8.3 °
0.6 °
87 %
1kmh
100 %
Dom
11 °
Lun
8 °
Mar
7 °
Mer
5 °
Gio
7 °