Nove anni alla guida del Mozzecane non si dimenticano. Riccardo Montefameglio ha sempre cercato di dare il massimo per portare avanti il calcio rossoblù con passione, sacrificio e senso di appartenenza. Nell’ultima stagione, nel girone A di Eccellenza, la formazione rossoblù veronese, guidata nella seconda parte di campionato da mister Dario Biasi, è stata protagonista di una grande rimonta che ha portato la squadra a chiudere al quinto posto con 52 punti, sfiorando però l’accesso ai play-off per una sola lunghezza finendo a -6 dall’Ambrosiana, seconda classificata. Montefameglio ha tracciato un bilancio della sua lunga esperienza alla guida del club: “Fare il presidente nei dilettanti è un ruolo difficile, spesso un mestiere a perdere. A spingerti avanti è soltanto la passione autentica per il calcio. Questo dovrebbe essere il vero spirito del dilettantismo, anche se purtroppo attorno al calcio gravitano persone che con questi valori hanno poco a che fare”.
Per il massimo dirigente si apre ora un nuovo capitolo della propria vita sportiva: “Non lascio il Mozzecane per altri motivi, ma esclusivamente per questioni lavorative. Il mio lavoro richiede tantissimo tempo ed energie e, vivendo lontano da Mozzecane, diventa complicato per me riuscire a coltivare questa passione come vorrei. Il vero problema è la distanza tra casa e campo”. Sul suo futuro, le indiscrezioni parlano di un possibile approdo al Castelnuovo del Garda oppure al Lazise: “Il presidente del Lazise, Alfio Brunazzo, è un amico e Lazise è il comune in cui vivo, ma al momento l’unica società che si è fatta avanti concretamente è stata il Castelnuovo del Garda, che mi ha cercato con maggiore insistenza”. Infine, Montefameglio ha analizzato pregi e difetti del calcio dilettantistico: “Il dilettantismo conserva ancora valori autentici come aggregazione, passione e sano divertimento. I principi sportivi ed educativi restano fondamentali e vedere un bambino felice e orgoglioso di indossare la maglia della propria squadra è qualcosa che riempie il cuore. Non condivido però certe società che aprono partite Iva e chiudono le scuole calcio, così come non mi piace la crescente slealtà di molti addetti ai lavori e il fenomeno dei calciatori che si affidano ai mediatori”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





