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martedì, 13 Aprile 2021

Se si riparte, noi dilettanti dobbiamo farlo tutti assieme!

Il Covid-19, con le sue varianti, continua a rendere al lumicino le speranze per il nostro circo di andare in scena. Abbiamo raccolto il parere di una mezza dozzina di nostri calciatori dilettanti – i veri attori della domenica che non vengono quasi mai interpellati: al loro posto solo i dirigenti societari!- circa la situazione che si sta profilando per il nostro calcio (quello professionistico, fino alla serie D, non ha mai conosciuto il semaforo rosso. Per l’Eccellenza, resta in piedi qualcosa in più di una ipotesi). Goran Ivanov, giocatore classe 1990 in forza all’Oppeano ci dice: “Sto veramente male senza calcio. Ho trascorso febbraio, allenandomi da solo, oppure svolgendo corsette assieme a qualche amico. Non è giusto che riparta soltanto l’Eccellenza: se siamo tutti dilettanti, trovo giusto che tutti i dilettanti assieme ripartano, una volta che si sarà deciso. Speriamo che la stagione non sia finita e di ripartire il prima possibile: almeno per riuscire a completare un girone, quello dell’andata, altrimenti è un altro campionato gettato alle ortiche. Quasi simile, come sorte, a quello vissuto l’anno scorso”. 

Hicham Arma, attaccante classe 1996 in forza all’Albaronco: “Per noi dilettanti, dopo una giornata di lavoro o di studio, giocare a calcio assume non solo il valore di abbracciare uno sport, ma anche di socializzare. La Figc avrebbe dovuto permette, fin dall’inizio, alle varie società di sostenere almeno gli allenamenti settimanali. Perché a tutte le altre giovanili, dagli Juniores alle più piccole leve, è stata data la possibilità di sostenere gli allenamenti, anche se individualmente e rispettando i protocolli sanitari? Secondo me, il tutto è stato gestito male. Speriamo almeno di salvare l’annata in corso completando un girone o svolgendo anche dei Tornei, al fine di non trovarci l’anno prossimo, all’eventuale ripartenza in autunno, con il fisico distrutto dalla carenza di sedute atletiche”. Nicolò Thiaw, classe 1997 dell’Isola Rizza Roverchiara dice: “Avrei tanta voglia di ricominciare, ma mancano le condizioni a livello sanitario e a livello economico per farlo. Ho la sensazione che non si riparte, neanche a primavera, anche se io giocherei ininterrottamente fino ai primi di agosto. Per ciò che si sente dire in giro, quest’anno è da dimenticare, da archiviare. Mi sono sempre allenato per conto mio, ma allenarsi a casa è un conto, allenarsi in un gruppo e su un impianto sportivo è un’altra cosa. L’Eccellenza? E’ utile per le retrocessioni che matureranno in serie D, ma, non capisco, perché una volta che si partirà in Eccellenza, non si possa ripartire anche nelle altre categorie. Alla fine, sono due anni che noi atleti abbiamo perduto a causa di questo dannato Covid-19. Ricominciare adesso? Non dico che sarebbe un campionato sfalsato, ma non sarebbe neanche un campionato normale, completo”.

Cristian Chiper, classe 1999 del Lions Casaleone, aggiunge: “Meglio, a questo punto, riprendere l’anno prossimo, anche perché si corre il rischio di perdere, dopo alcune partite, mezza squadra per infortuni. Sì, mi sono allenato, ma non tanto, perché per un portiere è sempre difficile allenarsi da solo. Il calcio mi è mancato fino a un certo punto perché lavoro in una pizzeria e il resto del tempo lo impiego studiando Ingegneria dell’Energia a Padova”. Felice Rebbas, classe 1995 del Nogara Calcio: “Secondo me, si poteva giocare, sottoponendosi ogni due settimana alla prova del tampone e sottoponendosi a misure di sicurezza più fiscali. Non capisco che senso ha che si allenino tutti i quadri giovanili tranne le Prima squadre. Sì, anche senza giocare alla domenica, ma almeno non si doveva stare fermi. Eppoi, perché se hanno intenzione di far ripartire l’Eccellenza, non possono far ripartire anche tutte le altre categorie dilettantistiche? Certo, la salute, non si discute, ma con norme più severe si poteva tornare in campo anche alla domenica!”

Othmane El Qorichy classe 1996 in forza all’Isola Rizza Roverchiara: “Non è più domenica senza calcio: bisognerebbe far ripartire tutti, non solo l’Eccellenza. E, ci sarebbe ancora il tempo per 15 giorni di preparazione – a partire da adesso o da metà marzo – e per completare almeno un girone. Le giornate si stanno allungando, le serate di mercoledì non sono più gelide, e si potrebbero a metà-fine giugno disputare anche i play off e i play out. Se si ripartirà, bisognerà farlo dall’Eccellenza fino alla Terza categoria perché il calcio è di tutti ed è per tutti. O si riparte tutti assieme, altrimenti non ricomincia nessuno! Mi sono allenato correndo a piedi per le strade del mio paese, San Pietro di Morubio, lungo gli argini del basso Adige, o sfidando mio fratello Joussef in gare di bicicletta; ma sempre sostenendo allenamenti ed esercizi fisici a livello individuale”. 

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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