Fiuto del gol, qualità e grande voglia di stupire. L’attaccante classe 2002 Vittorio Pozzani si sta ritagliando un ruolo da protagonista con la maglia del Bovolone, lasciando il segno in una stagione importante per i colori rossoneri. Sono già 17 le reti messe a segno dal centravanti nella formazione guidata da mister Alessandro Piccoli, numeri che certificano il suo peso specifico all’interno della squadra. A una giornata dal termine del girone C di Seconda categoria, il Bovolone occupa il 4° posto con 50 punti, frutto di 14 vittorie, 8 pareggi e 7 sconfitte nelle 29 gare disputate. Sono 57 i gol realizzati e 36 quelli subiti dalla squadra del presidente Marco Gonzato e del direttore sportivo Tiziano Bonfanti, protagonista di un buon campionato. Davanti a tutti c’è l’Altopolesine di mister Andrea Bertelli, capolista con 73 punti e unica formazione di tutte le categorie ancora imbattuta. Alle sue spalle, a una sola lunghezza, resiste il Real Minerbe di mister Gianluca Corso, ancora in corsa per il titolo fino all’ultima giornata. Una certezza però c’è già: in questo girone non si disputeranno i play off, con la seconda classificata che accederà direttamente al terzo turno. Abbiamo chiesto proprio a Pozzani se l’Altopolesine meriti la vittoria del campionato. La risposta del bomber rossonero è chiara e sportiva: “Sì, secondo me meritano il primato per la costanza e la dedizione dimostrate lungo tutto l’arco del campionato. Restare imbattuti per un’intera stagione non è mai un caso: è un’impresa che testimonia tutta la loro solidità. Anche se manca ancora una giornata e il Real Minerbe è a un solo punto di distanza, il loro percorso resta davvero incredibile”.
Pozzani però rivendica anche il valore del Bovolone negli scontri diretti: “Detto questo, le sfide contro di noi sono state di una categoria superiore. In entrambe le gare siamo andati vicini a batterli, giocando alla pari contro la capolista”. Parole di grande maturità da parte dell’attaccante rossonero, che unisce rispetto per gli avversari e consapevolezza nei propri mezzi. Intanto a Bovolone si godono il presente e i gol del loro bomber, già pronto a continuare a stupire. Gli abbiamo chiesto cosa significhi giocare nel Bovolone, sapendo che suo padre Orfeo Pozzani è il sindaco del paese. La risposta è carica di emozione: “Per me è un onore immenso difendere i colori del paese in cui sono nato e cresciuto. Nonostante l’impegno istituzionale che ricopre, mio padre non ha mai smesso di seguirmi fin da quando ero piccolo e a lui devo moltissimo. Oltre a essere un Sindaco straordinario è un papà eccezionale”. Un legame che negli ultimi anni si è arricchito di un’altra soddisfazione familiare: “Da qualche stagione ha la gioia di vedere in campo non solo me, ma anche mio fratello Giovanni, difensore classe 1999 e capitano della squadra. È una questione di cuore e di famiglia”. Numeri importanti quelli messi insieme dall’attaccante rossonero, che oltre ai 17 gol in campionato (19 stagionali) a fornito anche 8 assist ai compagni. Ma Pozzani guarda oltre le statistiche personali: “Sono felice del mio rendimento, ma manca ancora una partita e spero di aumentare ulteriormente il bottino. Per carattere, però, avrei voluto fare ancora di più per aiutare la squadra. Se ho raggiunto questi numeri il merito è del gruppo fantastico che abbiamo creato e del mister, che mi ha sempre trasmesso quella fiducia fondamentale per rendere al meglio”. Resta però un pizzico di amarezza per il finale di stagione: “Il rammarico per il risultato collettivo c’è. Non poter disputare i play off brucia, ma deve servirci da lezione per il futuro”.
Cosa fai nella vita oltre che giocare a calcio? “Attualmente sto completando il mio percorso accademico: dopo la triennale a Verona, sono all’ultimo anno di magistrale di Ingegneria Biomedica a Padova. Conciliare i libri con il campo non è stato semplice, tra le lezioni e qualche allenamento saltato, ma ringrazio la società per essermi venuta incontro. Per me le priorità sono chiare: la famiglia e lo studio vengono prima di tutto. Il calcio resta la mia isola felice, il modo perfetto per staccare la spina e divertirmi con gli amici sempre con impegno e serietà. Oltre al calcio non mi sottraggo a fare altri sport come sci, pallavolo, tennis o altro”. Che valori si respirano al Bovolone quest’anno? “Al Bovolone si respirano valori importanti. Dal punto di vista umano, il legame con il territorio e l’amicizia tra noi sono le fondamenta di tutto; siamo una squadra molto giovane e questo ci ha permesso di creare un gruppo entusiasta, che vive lo spogliatoio con la giusta leggerezza ma con grande serietà. Il merito di questa crescita va attribuito in gran parte a mister Alessandro Piccoli e di conseguenza a tutta la dirigenza della società. Nonostante la nostra giovane età, il mister è riuscito a infonderci la sicurezza necessaria per esprimere un gioco di livello, spesso superiore alla categoria. Sappiamo di avere ancora ampi margini di miglioramento e questa consapevolezza sarà il nostro trampolino di lancio per la prossima stagione”. Quale è la qualità che ti esalta di più nel fare l’attaccante? “Senza dubbio la qualità che più mi esalta è la grinta: sono un attaccante che fa della determinazione la sua arma principale e non mollo mai su nessun pallone, dal primo al novantesimo. Per me un sacrificio per la squadra a volte conta come un gol. Per quanto mi riguarda, attaccanti si diventa. Lo dico per esperienza personale: nella mia carriera ho ricoperto quasi tutti i ruoli, partendo da difensore e passando a esterno, fino ad arrivare davanti. Questo percorso mi ha aiutato tantissimo per migliorare l’intelligenza tattica e la mentalità. Il fiuto per il gol l’ho costruito con il tempo, trasformando la voglia di lottare in energia pura sotto porta”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





