Il mondo dello Sport è sempre vicino al piccolo Tommy

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Vuole bene il paese di Avesa (dove abita) al piccolo Tommy, figlio di Max Bucci che è il preparatore atletico dell’Arzignano Chiampo, ex del San Martino, ma che in passato lo è stato anche nel Sona e nel Valgatara, e a sua moglie Chiara, che oggi fa la fisioterapista anche lei nell’Arzignano Chiampo, compagine che milita nel girone B di serie C. Tommy è un bimbo pimpante di sette anni che ama il mondo del pallone. E’ affetto da ittosi lamellare, una malattia rarissima che colpisce la pelle. Tutto lo sport si è stretto, da tempo, attorno a lui, dall’Hellas Verona alla Calzedonia di pallavolo, per dargli una mano per promuovere e raccogliere fondi per il comitato UFFI che da tre anni, finanzia le cure per la ricerca sull’ittosi lamellare. Max e Chiara non mollano e vanno avanti più forti che mai. “Colgo l’occasione – dice il simpatico Max -, per ringraziare tutte le persone, le società sportive, e non solo di calcio, che ci vogliono bene e ci danno una mano ad aiutare nostro figlio. La strada per debellare la malattia è lunghissima, ma stanno arrivando segnali importanti che ci fanno ben sperare”.

L’Ittosi lamellare è una patologia che colpisce un neonato ogni centomila e per la quale non si sono cure. Promette bene un idrogel con dentro un enzima per guarire la pelle che è stato sperimentato dal professor Heiko Traupe, ma per produrlo in vasta scala servono una valanga di soldi che le aziende farmaceutiche non vogliono mettere in campo, visto che è una malattia rarissima. Da tre anni, il comitatouffi.org, un associazione fondata da Elena, mamma di due gemelline portoghesi affette da questa patologia, è impegnato per raccogliere fondi indispensabili per continuare la ricerca. L’Ittiosi si manifesta fin dalla nascita con lo sviluppo di squame che riguardono tutto il corpo. La malattia può causare notevole stress psicologico alle persone che ne sono colpite ma non pone pericoli per la propria vita. Oggi, con alcuni trattamenti, si può però migliorare le condizioni delle persone colpite.

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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