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giovedì, 4 Giugno 2020
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    Antonio Ferronato festeggia le 400 panchine da allenatore nei nostri dilettanti

    Ne ha consumato di suole delle scarpe, il tecnico Antonio Ferronato, camminando davanti alla propria panchina per incitare i suoi ragazzi durante le partite. Festeggia con ardore ed orgoglio, mai dimenticando la modestia che lo contraddistingue, 36.000 minuti in campo, o se preferite 400 panchine nei dilettanti veronesi. Ferronato strizza l’occhio ai tempi passati ed ai tanti anni di dura gavetta, dapprima come calciatore e poi come allenatore, scendendo in campo sempre con il rispetto per gli avversari. Antonio è fatto così, pane al pane, vino al vino. Persona che dice sempre parole schiette e sincere alle persone che lo attorniano nella vita quotidiana, nelle ore di lavoro, negli allenamenti ed in partita. La franchezza è stato sempre il suo ottimo biglietto da visita. Antonio Ferronato è sempre sul pezzo e anche quest’anno, assieme al suo fidato secondo Pietro Bertoldo, vuole fare bene con i biancorossi del Pedemonte del presidente Alberto Fedrigo cercando di arrivare il più in alto possibile nel tosto girone A di Prima categoria: “Voglio ringraziare la mia attuale società – dice Ferronato – che mi è sempre vicina ed accoglie con attenzione le mie richieste. I ragazzi della prima squadra mi seguono con dedizione e puntiglio allenandosi ogni settimana con lucidità e offrendo il meglio di se stessi alla domenica pomeriggio in campionato. Vogliamo crescere giorno per giorno divertendoci in campo alla ricerca del massimo affiatamento. Credendo nelle proprie qualità, si può ancora fare la differenza. Io ed i miei ragazzi ce la stiamo mettendo davvero tutta per fare contenti i nostri tifosi e la società, che è formata da dirigenti molto appassionati”.

    Con 715 presenze da calciatore in tutte le categorie venete e con 9 campionati vinti, Ferronato è un punto fisso dei nostri dilettanti. Umanità nel rapporto con i giocatori, ma non troppo, Antonio cerca sempre di far crescere in personalità e motivazione il suo gruppo. Testa alta e andare avanti sempre imperterriti verso una metà chiara. Questi sono gli intenti del bravo tecnico classe 1967. 15 anni in panchina sono tanti ma possono essere anche pochi se si hanno in testa nuovi orizzonti e nuove conquiste. Ferronato pensa sempre positivo al futuro: “Se mi chiedono un bilancio di questi 15 anni, che sono letteralmente volati via, non può che essere positivo. Ho sempre ricevuto da chi ho incontrato in questo mondo del calcio dilettantistico, attestati di stima e di gratitudine immensa. Ho conosciuto tanti dirigenti e presidenti, ed una sfilza di giocatori. Ho sostenuto tanti confronti durati a volte fino a tarda notte. Mettendo sempre in primo piano la persona, i suoi concetti, le sue idee, le mire future e la voglia di mettersi in gioco con la giusta irruenza, rispettando sempre i compagni e gli avversari in gara”.

    Definisce maestri del calcio i tecnici incrociati sulla propria strada: “Devo molto ai vari Marai, Corazzoli, Testi, Gigi Possente, il “Puma” Montagnoli, Ciocchetta e Fasoli, solo per citarne alcuni. Tutte persone davvero fantastiche”. Importanti i campionati vinti festeggiati negli spogliatoi con gli occhi lucidi dall’emozione vinti al Saval ed Arbizzano. Ma mai dimenticati le esperienze fatte alla guida delle formazioni di Montorio, Caselle, Lugo e Real Grezzana. Per poi mettere come ciliegina sulla torta gli anni di grande calcio trascorsi come centrocampista dai piedi sopraffini o da esperto difensore nei tempi d’oro del Maistri Corrubbio, del Foroni e del Settimo”. Cosa farà da grande mister Ferronato? E’ presto a sapersi. Una cosa è certa, quando si mette la tuta e va in campo ad allenare i suoi ragazzi, si sente ancora un ragazzino, capace con il suo nutrito bagaglio tecnico di fargli fare un bel salto di qualità. Il calcio dilettantistico è avvisato, mister Ferronato non ha nessuna intenzione di mollare.

    Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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