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martedì, 7 Luglio 2020
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    Piergiorgio Troccoli (Scaligera): “Non vedo l’ora di poter riabbracciare i giocatori dopo un gol”

    Troccoli è arrivato nella Scaligera del Presidente Melotti a campionato inoltrato e aveva dato nuova linfa alla squadra conquistando una tranquilla posizione di classifica. I giallorossi nel periodo di stop hanno donato 1.400 euro alla Casa di Cura Benedetto Albertini di Isola della Scala.

    Piergiorgio Troccoli, dopo una carriera vissuta da provetto centrocampista dai piedi buoni, con le maglie di Maistri Corrubbio, Belfiorese, Lugagnano, Vigasio, Villafranca, CastelnuovoSandrà, dalla Promozione fino in Eccellenza, e poi ancora con San Zeno, San Martino ed ancora San Zeno, dove aveva concluso la sua carriera di calciatore, ha poi intrapreso la carriera dell’allenatore al San Zeno del presidente Gianfranco Casale, fino al suo arrivo alla Scaligera del presidente Luca Melotti che milita nel girone B di Prima categoria giunto quest’anno a campionato inoltrato. “Sono stato contento di poter allenare quest’anno alla Scaligera dove ho trovato un ambiente stimolante – sottolinea il giovane tecnico -. Nonostante le prime difficoltà, dopo 20 giorni di lavoro si sono cominciati a vedere i primi frutti del grande lavoro svolto con i ragazzi. E’ stato molto emozionante vederli riprendere fiducia ed entusiasmo. Questo mi fa pensare di essere riuscito a trasmettere le mie idee con grande positività. La loro condivisione è stata la cosa migliore che i ragazzi mi potevano lasciare prima dell’arrivo del CoronaVirus che ha fatto interrompere tutti i campionati dilettantistici”.

    Il virus ha cambiato tutti noi non facendoci proseguire la vita normale quotidiana, e forse arrestando anche i nostri sogni. “Se devo essere sincero – dice Troccoli – il Covid-19 non mi ha cambiato molto come uomo. Io ho sempre cercato di amare le persone vicine a me, la mia famiglia e i miei amici. Ho sempre cercato di rispettare tutti, anche in questo periodo complicato che stiamo vivendo. Di professione faccio l’osteopata quindi per me la cura e la salute delle persone viene prima di tutto. Certamente il virus, con tutti i dispiaceri che ha dato, ci ha fatto tornare con i piedi per terra, ma spero che ci porterà tutti a lottare per vivere una vita migliore. Come allenatore non vedo l’ora di rivedere i miei ragazzi e di poter riabbracciarsi dopo un gol”. Va poi a ritroso nelle sue esperienze passate da allenatore: “Se vado indietro con i pensieri, la stagione più bella è stata quella del secondo anno di permanenza sulla panchina del glorioso San Zeno. Indipendentemente dal risultato raggiunto in campionato (secondo posto in classifica) con i ragazzi ho costruito un bellissimo rapporto, sia umano che calcistico. Quest’anno alla Scaligera si stava creando la stessa cosa, ma poi il Covid-19 ha interrotto tutto”.

    Nei mesi scorsi, in tempo di pandemia, la squadra giallorossa di Isola della Scala ha fatto una donazione alla Casa di cura di Isola “Benedetto Albertini”: “Ci siamo trovati tutti d’accordo nell’aiutare le persone anziane con dei soldi derivanti dalle multe di quest’anno dei giocatori e donazioni libere dei dirigenti. Abbiamo chiesto al comune di Isola e ci è stato consigliata la Casa di Cura. La società ha dimostrato generosità e sensibilità”. Da giocatore ha avuto rapporti molto belli con i mister che ha avuto: “Sono sempre andato d’accordo con tutti, ma fra tutti voglio nominare mister Gianni Canovo, ora protagonista della cavalcata dalla Seconda fino alla Promozione con il PescantinaSettimo. Canovo l’ho avuto a Castelnuovo e con lui ho condiviso 5 anni importanti, tra Villafranca, Belfiorese e Castelnuovo, con tante soddisfazioni”. Troccoli non si ritiene un allenatore scaramantico: “Semplicemente cerco di ripetere gli stessi gesti che mi hanno permesso di vincere la domenica precedente. Portano bene! Esempio bere un caffè sempre alla stessa ora, e se perdo cambio ora. Oppure mettere i vestiti sempre uguali se vinco”. Troccoli è arrivato alla conduzione tecnica della Scaligera dopo le dimissioni di mister Andrea Greggio, quando i giallo-rossi isolani erano quint’ultimi del girone con 20 punti appaiati al San Giovanni Ilarione, mentre al momento dello stop dei campionati erano al 10° posto con 27 punti alla pari dei vicentini del Real S.Zeno Arzignano.

    Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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