L’irrigidirsi delle temperature di questi giorni più freddi dell’anno – fra una decina di giorni ci avvicineremo ai cosidetti “giorni della merla” – fa venire i brividi prima di tutto alle ali delle più quotate candidate alla vittoria finale. Ci riferiamo allo Zevio di mister Andrea Annechini, sconfitto per 2-1 nel Padovano dall’ottima, quadrata compagine dell’AQS Borgo Veneto di mister Francesco Gasparetto, in un mirabolante uno-due da mitragliatrice – dal 1° all’8° minuto – grazie al suo numero 7, ovvero il classe 2002 Nicolò Cavaliere…davvero di Vittorio Veneto per l’impresa balistica compiuta ieri pomeriggio. E, costui, si sarà certamente domandato in tribuna qualcuno stupito dai suoi gesti vincenti, ma da dove sbuca fuori, da dove salterà mai fuori? Dal Monselice, sia nella versione La Rocca, che in quella del Nuovo Monselice. Lo Zevio esiste in campo, non è sparito: e si fa sentire con Matteo Manganotti, l’ex Oppeano, neo papà e con alle spalle il ricordo e il dolore della frattura all’ulna che lo aveva spiaggiato ad inizio campionato. Suo il gol della tentata rimonta dell’ancora, eccome, ragazzi!, capolista, con i suoi 34 punti rispetto ai 30 raggiunti dall’AQS Borgo Veneto che ha raggiunto l’Union Vis Lendinara. Polesani, anche ieri messi al tappeto, 2 a 1, a Cologna Veneta dai “giallo-blu del mandorlato” del trainer lupatotino Matteo Girlanda, pronto a far partire due siluri manovrati da Simone Gennari, il primo, e dal 1996 figlio d’arte (di Maurizio) Francesco Lissandrini, il secondo. Ancora orfani dell’ex “Squalo” crotonese di serie A, Andrea Nalini, il “Raul di Pradelle”, classe 1990, i rodigini hanno risposto colpo su colpo con le taglienti e ritmate sforbiciate – facili da venirgli, vista la sua professione di apprezzato coiffer a Porto di Legnago – della lendinarese doc ala sinistra Marco Farinazzo, classe 1996, tanta simpatia mista ad arte e a talento. Ma, a replicare per tutti i suoi compagni dell’Union ci pensava il numero 9 classe 1987 Guido Sebastian Corteggiano.
Corsia di sorpasso con direzione scudetto ancora tutta bell’aperta, visto che con i loro 27 punti potrebbero benissimo ancora dire la loro sia il Team S.Lucia Golosine di mister Alessandro Ghirigato (originario di Isola della Scala) che lo stesso San Giovanni Lupatoto del plurimedagliato coach Fabrizio Sona, classe 1957. I lupatotini, nel loro “Giobatta Battistoni”, insaccano – 3 a 1 – l’Olimpica Dossobuono del “fantino” mozzecanese Maicol Sambenini, ex trainer del Povegliano Veronese. Ancora una volta sugli scudi esperto come un giovane – scusate l’ossimoro! – tronista da programma televisivo supergettonato Francesco Berardo, classe 2005, ex Belfiorese, tatuando la sfera con la personale doppietta. Al fiocco del reagalo, ci ha pensato quella vecchia volpe di Franco Ballarini, classe 1986: il gol del bomber italo-argentino, chiude, azzera, annulla il vantaggio dei giallo-rossi ospiti, i quali tanto avevano inizialmente osato fuori casa con il classe 2007 n. 10 Giovanni Isolani. Al “Pinarolli Stadium” di Pescantina, il Team S.Lucia Golosine, vicino all’acquisto di Davide Dal Degan, figlio d’arte (il padre è mister Simone) proveniente dall’IsolaRizza Roverchiara, classe 2007, dopo aver preso dallo stesso club di Eccellenza la punta Matteo “Body” Badia, classe 1999, non ce la fa a passare (0 a 0) e deve accontentarsi della spartizione del lussuoso palio. Stesso risultato, 0-0, maturato anche al “Guglielmi”, in zona Sacra Famiglia, al termine della sfida tra l’A.C. Cadidavid e la Pol. Pedemonte di mister Stefano “Bel” Paese. Il più contento di tutti, nonostante la sua proverbiale timidezza e pacatezza, a fine serata sarà Ermanno Dosso, il padre di Luca, classe 2004, bomber ieri pomeriggio divisivo e decisivo nel derby con cui il Montorio di Eccellenza ha prevalso sull’A.C. Oppeano, sempre più versione “Torre pendente” modello città di Pisa, per via della penuria di risultati ultimamente registrati a suo favore.
Altri tre pareggi, due dei quali finiti nella stessa maniera e in un nulla di fatto quanto a palloni terminati in fondo al sacco. Sono quelli fra la Pro Sambonifacese di mister Maurizio Battistella e il Real Valpolicella di mister Davide Chizzoni Susani, giocata al “Renzo Tizian”, con nell’aria il Carnevale di Arcole che impazzava con il carro de “La compagnia dei tira tardi”, quella fra il Bevilacqua di mister Nicola Corestini e il Baldo Junior Team, dove il thè gentilmente servitoci nella sua affollatissima bottega di pizzicagnolo in centro a Legnago dal nuovo titolare, l’ex promessa dell’Hellas Verona Luca Faccioli, classe 1998, successore in azienda del padre, anche lui ex calciatore dilettante, il mitico Graziano, sarà certamente stato più caldo di una partita che a livello di emozioni è stata molto fredda, molto avara di pathos (0-0). A recare un brivido – parlando di freddo ci potrebbe anche stare – è stato il “grigio-rosso della Bassa”, l’appena lanciato in campo da mister Corestini, Leggieri (Edoardo, classe 2004), ma la retroguardia imbastita dal mister degli ospiti montebaldini Luca Bozzini ha retto alla scossa, all’urto sismico del 4° grado della Scala Richter. Si fosse chiamato anziché Leggieri, Pesanti, allora sì che i pali del Baldo avrebbe tremato, eccome! Ma, siamo in pieno clima carnascialesco, visto che nel vecchio rione di San Zeno è stata eletta la figura del nuovo Papà del Gnoco, che per il 2026 si chiama Karim Grigoli, mister dilettantistico, lo scorso anno alla guida del Rivoli, e maschera alla pari di Piergiorgio Troccoli, Re Teodorico, quando alcuni anni fa a rappresentare il “re delle maschere” era stato Andrea Bastianelli, detto “Bisteca”, colonna longeva dell’A.C. San Zeno Vr di un altro papà del Gnoco degli anni 90, tal Olivati, dirigentissimo granata. Pareggio, 1 a 1, anche a Belfiore d’Adige, tra la Belfiorese di mister Flavio “Ray ban” Carnovelli, classe 1961, e l’Audace calcio del mister alla Tonino Canavacciolo, al secolo matteo Biroli, il molto preparato non solo davanti ai fornelli dei due ristoranti che dirige assieme alla cara mamma nel cuore di Verona, ma anche in fatto di “res calcisticarum” (scusate il latino maccheronico”…ma, a tavola forse un pochino ci stava o no? Parlando di cibi, tinelli e ricette culinarie, oltre che di chef…e di ceffoni? No, quelli, mai! Nè in campo né sugli spalti! Per i belfioresi bussa il classe 1991 Marco Piccoli, per gli audacini risponde Filippo Zambelli, uno dei pochi in grado di sollevarsi dal lettino di un’infermeria, quella sanmichelate, più affollata di una finalissima degna del Festival della canzone italiana, quella che ogni febbraio va in onda al “Teatro Ariston” di San Remo d’Imperia.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





