Non è certamente semplice giocare nei dilettanti dopo una dura giornata di lavoro o di studio. Bisogna preparare in fretta la borsa e recarsi puntuali al campo per l’allenamento. Servono tanta costanza, passione e spirito di sacrificio per affrontare gli ostacoli che una stagione calcistica inevitabilmente riserva, tra infortuni e condizioni meteorologiche talvolta difficili. In questo periodo le temperature si sono abbassate e il Generale Inverno è ormai alle porte. Spesso si gioca su campi non perfetti, contro difensori ruvidi e in partite caratterizzate da ritmi spezzettati. Fare l’attaccante richiede quasi uno spirito da guerriero medievale, pronto a scendere in battaglia con lance affilate e uno scudo robusto e resistente. A parte gli scherzi, chi gioca in attacco deve possedere un grande senso della posizione e un innato fiuto del gol. Servono anche un tiro rapido e potente, la capacità di sfruttare i centimetri in area di rigore oppure la rapidità nel dribbling. Un attaccante brevilineo, invece, deve saper attaccare la profondità e sfruttare i cambi di passo improvvisi sui lanci lunghi dei compagni. La gestione del corpo, la capacità di proteggere il pallone e la fame agonistica non possono mai mancare nel bagaglio tecnico di un attaccante. Altrettanto importanti sono la capacità di resistere alle provocazioni, la freddezza nei momenti decisivi della partita e la generosità nei contrasti. Qualità fondamentali per un centravanti di razza. L’attaccante moderno, inoltre, è chiamato a pressare i difensori avversari, dando una mano ai compagni e impedendo alla squadra di abbassarsi troppo. In queste caratteristiche si riconosce anche Giuseppe Leso, attaccante classe 2003 con un passato nel Chievo Verona e nella F.C. Clivense, la società fondata e guidata dallo storico presidente Sergio Pellissier, protagonista di una scalata dalla Terza categoria fino alla Serie D. Real Valpolicella, Zevio, Montorio e Pescantina Settimo sono le altre interessanti esperienze maturate dal giovane attaccante.
“Non so perché, ma fin da piccolo mi piaceva correre più veloce degli altri bambini per cercare di depositare il pallone nella rete avversaria – confessa Giuseppe Leso –. Con il passare delle stagioni la tecnica si affina e si diventa grandi, pronti ad afferrare le nuove opportunità. Chi gioca in attacco è chiamato a bucare la rete avversaria, ma logicamente non può fare tutto da solo. Deve ricevere gli assist giusti e trovarsi nel posto giusto al momento giusto. L’area di rigore è la sua casa e deve essere implacabile sotto porta, sempre e comunque”. Qualche giorno fa ha lasciato il Pescantina Settimo, squadra con la quale aveva iniziato l’attuale stagione in Promozione, e ora, da svincolato, è alla ricerca di una nuova sistemazione. “Di comune accordo con la società rossoblù – spiega il giocatore – abbiamo deciso che non c’erano più le condizioni per proseguire insieme il nostro percorso calcistico. Colgo l’occasione per ringraziare tutti, dal direttivo allo staff tecnico, fino ai miei compagni di squadra. Tutti insieme abbiamo voluto bene al Pescantina, ma ora è arrivato il momento, per il sottoscritto, di dare nuova linfa al mio percorso sportivo”. Prima di salutarlo, gli chiediamo chi, secondo lui, può vincere il girone A di Promozione. Giuseppe ci pensa un attimo, poi risponde: “Credo che il Baldo Junior Team e il Team Santa Lucia Golosine siano state costruite quest’estate con criterio, con l’obiettivo di puntare al salto di categoria. Ma in Promozione non è mai facile raggiungere determinati traguardi. A mio parere, alla fine, saranno la continuità di risultati e di prestazioni a fare la differenza. Ne sono convinto”. Dove giocherà prossimamente l’attaccante Giuseppe Leso? Per scoprirlo non resta che attendere le prossime settimane.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





