Al “Gavagnìn-Nocini, il recupero tra la Virtus Verona di mister Gigi Fresco e l’Inter Under 23 dell’omologo della panca Stefano Vecchi, ha visto tra i protagonisti del colpaccio nerazzurro il veronesissimo Leonardo Bovo, centrocampista, classe 2005, figlio di Raffaello, “Lello” per gli amici, anche lui uomo di centrocampo, classe 1966, ex giovanili dell’Hellas Verona, poi, Venezia, Ravenna, Sassuolo in serie C, Mirandolese ed Officine Bra Villafranca, Voltese di Volta Mantovana e Domegliara, per far ritorno nei dilettanti del Veronese, militando nel Badia Calavena dell’allora presidente Carlucio Bergamini (1^ categoria, guidata da mister Sandro Cherobin) e poi, sempre in Prima, nell’A.C. Tregnago. Anche mister Vecchi, nell’ambito della conferenza stampa tenutasi al termine della partita, ha concordato con noi nel fatto che “Leo” ha giocato una gran bella partita, restando in campo dal primo all’ultimo minuto di recupero, e sorridendo quando lo abbiamo invitato di curalo…molto bene, visto che un gradino sopra la serie C esiste l’Internazionale guidata da Cristian Chivu: “Sì, certo” ha risposto il trainer interista, aggiungendo: “Leonardo è di Verona!” Una gara perduta dalla Virtus Verona a -14 secondi al triplice fischio finale del signor Domenico Mirabella della Sez. AIA di Napoli, ma, che sarebbe dovuta terminare in parità. I borgoveneziani, rispetto alla gara d’apertura della nuova stagione agonistica 2025-26 – tenutasi sempre al “Gavagnìn-Nocini” contro il Cittadella, e conclusasi in parità, sull’1 a 1 – sono cresciuti notevolmente, rinfrancati anche dal colpaccio messo a segno domenica scorsa al “Silvio Piola” di Vercelli, in casa della 7 volte scudettata piemontese Pro, superata dalla fantastica doppietta firmata dal 1999 Michael Fabbro.
Stesso parere, il nostro, condiviso anche dal capitano virtussino Leonardo Zarpellon, anche lui “bocia del ’99”, il quale non se l’è presa con la sfortuna per quella sconfitta scoccata a una manciata, davvero!, di secondi al termine, e che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Per quanto riguarda la veronesità, è partito titolare, con la casacca n.5 Federico Fanini, classe 2001, frutto doc e dop della cantera borgo-veneziana. Figlio di Massimo, classe 1965, nipote dell’indimenticato allenatore Renzo, specialista nella cura dei giovani virgulti virtussini, il ragazzo ha disputato con grande personalità la gara, non dimostrando – alla pari di tutti i suoi compagni, eh – alcun timore reverenziale. Anzi! Sempre nella Virtus Verona, in attesa del debutto dell’ex milanista marocchino Mastour (il diesse, il vigasiano ed ottimo Matteo Corradini ha detto che lo stiramento finalmente è arrivato alla sua completa guarigione!), ha giocato – nella ripresa – anche Mattia Pagliuca, classe 2002, di proprietà virtussina, figlio del noto portiere azzurro Gianluca, classe 1966, vice campione del Mondo con la Nazionale italiana nel 1994, ex Sampdoria (1 scudetto, 3 Coppe Italia e una Coppa delle Coppe Uefa, 1 SuperCoppa italiana), ex Inter (1 Coppa Uefa 1997-98), quindi Bologna, dove è nato, e, a fine carriera nell’Ascoli, dove ha attaccato i guantoni al fatidico chiodo ad alla fine Ascoli a 40 anni. Dunque, Raffaello “Lello” Bovo sr, papà della giovane promessa interista Leonardo (classe 2005), e Federico Fanini, virtussino doc, classe invece 2001. Una curiosità: entrambi sono stati allenati da mister Sandro Cherobìn, cittì della Nazionale dilettanti v.se, virtussino pure lui fino all’unghia del piede e fino all’ultimo bullone dello scarpino, ex centravanti della classe 1950, ex mister rosso-blu, originario, assieme al fratello Luciano, classe 1952 (15 dicembre) di Albaredo d’Adige di Verona -, anche lui altro Sinibaldo-nociniano-virtussino, cursore settepolmoni di fascia all’Antonio Cabrini, e pure lui coach di alcune Prime squadre dei nostri dilettanti, e cugini di Romeo Benetti ex Milan e Juventus.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





