giovedì, 10 Settembre 2026

Oggi

2° Memorial Slemer, successo del Lugagnano: il calcio unisce nel ricordo di Giacomo.

La formazione Juniores Regionale Under 19 gialloblù si è imposta precedendo i pari età di Juventina Valpantena, Bussolengo, Castelnuovo, Lugagnano, Pescantina e Isola Rizza Roverchiara.

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Sabato 29 agosto si è chiusa sul campo della Juventina Valpantena la 2^ edizione del torneo dedicato al giovane veronese Medaglia d’Oro al Valor Civile. Sei squadre protagoniste in tre giornate di calcio, ma soprattutto un lungo momento di memoria condivisa con la famiglia, i sindaci di Verona e Nago-Torbole e le istituzioni del territorio. Tre giornate di calcio, sei squadre coinvolte e una serata conclusiva nella quale il risultato sportivo ha lasciato spazio soprattutto alla memoria e ai valori. Si è concluso sabato 29 agosto a Poiano il secondo Memorial Giacomo Slemer, organizzato dalla Juventina Valpantena per ricordare il giovane veronese morto nel 2012 nel tentativo di salvare la fidanzata dalle acque di un torrente e successivamente insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. La data della finale ha assunto un significato particolare: il torneo si è chiuso il giorno precedente a quello che sarebbe stato il compleanno di Giacomo, nato a Verona il 30 agosto 1987. Una coincidenza che ha contribuito a rendere ancora più intensa una serata costruita attorno al motto della manifestazione, #giacomosoloperamore.

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In campo sei formazioni, il Lugagnano conquista il Memorial.
Padrona di casa è stata la formazione Juniores Regionale Under 19 della Juventina Valpantena, affiancata da cinque società storiche del calcio veronese: Bussolengo, Castelnuovo, Lugagnano, Pescantina e Isola Rizza. I verdetti sono arrivati al termine della terza e ultima serata, con le gare dirette dall’arbitro Aymane Cattiby. Nella finale per il terzo e quarto posto il Bussolengo ha superato l’Isola Rizza per 4-2. Nella sfida che assegnava invece il Memorial, il Lugagnano si è imposto nettamente sul Pescantina per 5-1, conquistando così la seconda edizione del torneo. Al di là della classifica, gli organizzatori hanno voluto però sottolineare soprattutto la risposta arrivata dal pubblico e dalle istituzioni. La manifestazione ha infatti ricevuto il patrocinio dei Comuni di Verona e Nago-Torbole, le due città legate rispettivamente alla vita di Giacomo e al luogo nel quale avvenne il suo ultimo gesto.

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Chi era Giacomo Slemer
Giacomo Slemer era un ragazzo con interessi molto diversi tra loro. Studiava informatica all’Università di Verona, amava la cucina e la musica metal e coltivava una grande passione per lo sport. Aveva praticato il nuoto, il rugby agonistico con il Cus Verona e il judo, disciplina nella quale aveva raggiunto il grado di cintura nera secondo dan. La sua vita si interruppe il 15 agosto 2012 a Nago-Torbole, in Trentino. Secondo quanto ricordato nel corso del Memorial, Giacomo si tuffò in un torrente per cercare di salvare la fidanzata, trascinata dalla corrente. Nonostante un dolore a una spalla e la forza dei vortici, tentò per due volte di raggiungerla, perdendo la vita durante il soccorso. Per quel gesto gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria. La motivazione lo definisce «splendido esempio di straordinario coraggio e umana solidarietà, spinti fino all’estremo sacrificio». Il legame con Poiano è rimasto forte negli anni. Nel 2016 gli è stata intitolata la sala-teatro parrocchiale, mentre nel 2023 il Comune di Verona ha dedicato alla sua memoria i “Giardini Giacomo Slemer”.

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Ferraro: «Calcio fatto di valori, disciplina e passione»
Alla base del Memorial c’è la volontà di Ivan Ferraro, ex calciatore, imprenditore e patron della Juventina Valpantena, società fondata nel 1948. L’obiettivo è utilizzare il calcio giovanile come strumento per trasmettere non solo valori sportivi, ma anche un messaggio che possa andare oltre il campo. «Sono qui per trasmettere la mia visione di calcio, fatta di valori, disciplina e passione», aveva spiegato Ferraro parlando del progetto. Una visione che gli organizzatori hanno voluto accostare alla storia personale di Giacomo e al significato del suo gesto.

Annechini: «Una cicatrice che Poiano rimargina, ma che rimane»
Alla serata finale ha partecipato anche Claudia Annechini, presidente dell’Ottava Circoscrizione, insieme a Luisa Branzi, referente della commissione Sport e amica d’infanzia della madre di Giacomo, Daniela. Annechini ha ricordato quanto la storia di Slemer continui a essere sentita dalla comunità locale. «Un torneo strutturato con una cura immensa per preservare il ricordo di un ragazzo che non era un calciatore, ma che Poiano e la Circoscrizione portano nel cuore», ha dichiarato. Poi un’immagine che restituisce il peso ancora presente di quella vicenda: «È una cicatrice che Poiano rimargina, ma che c’è e rimane». Accanto a lei anche la consigliera comunale Beatrice Verzè, delegata alle Pari Opportunità, che ha evidenziato il valore di iniziative capaci di rafforzare inclusione, legami di quartiere e cultura della non violenza.

Da Nago-Torbole a Poiano, l’omaggio di Gianni Morandi
Uno dei momenti più simbolici è stato l’incontro sul campo tra i sindaci dei due Comuni legati alla vicenda di Giacomo. Da Nago-Torbole è arrivato il primo cittadino Gianni Morandi, accompagnato dal consigliere Davide Rigotti, per partecipare alla finale nel quartiere in cui Slemer era cresciuto. «Sono onorato di essere qui a quattordici anni da quel tragico giorno», ha detto Morandi, che durante il proprio intervento ha riletto anche la motivazione con cui a Giacomo è stata conferita la Medaglia d’Oro al Valor Civile. Una presenza che ha idealmente unito Poiano e Nago-Torbole: da una parte il territorio nel quale Giacomo aveva costruito la propria vita e i propri legami, dall’altra quello nel quale si consumò il suo estremo tentativo di soccorso.

Tommasi ai ragazzi: «Quel coraggio va tradotto in azione pratica»
Sul campo anche il sindaco di Verona Damiano Tommasi, che ha scelto di rivolgersi direttamente ai giovani calciatori presenti al Memorial. «Il gesto di Giacomo è un coraggio che va tradotto in azione pratica», ha affermato Tommasi. L’ex centrocampista della Roma e della Nazionale ha utilizzato proprio il linguaggio dello sport per spiegare il significato che, a suo giudizio, il ricordo di Slemer può assumere nella quotidianità. «Va applicato anche dopo il calcio d’inizio, quando la squadra perde o il compagno non ce la fa più, così come nella vita quotidiana». Per Tommasi, dunque, il Memorial non deve limitarsi alla celebrazione di un gesto eroico: «Giacomo non va solo celebrato nei Memorial, ma la sua è una vera lezione di educazione civica da ricordare sempre».

Il ricordo più intimo affidato ai genitori
Il momento più personale della serata è arrivato con l’intervento dei genitori di Giacomo, Daniela Fedrigoli e Roberto Slemer.
Davanti ai ragazzi e al pubblico hanno raccontato anche l’origine dell’espressione “Occhi di velluto e sorriso da pirata”, scelta per accompagnare il ricordo del figlio. Le parole sono tratte da una poesia scritta da Marinella Fedrigoli, sorella di Daniela e zia di Giacomo, e contenuta nel libro realizzato a tre mani Giacomo… solo per amore. Roberto Slemer ha poi lasciato ai giovani un messaggio semplice e diretto: essere «coraggiosi» ogni volta che la vita lo richiede, senza paura o esitazioni quando si presenta l’occasione di compiere «opere buone». Un invito che ha riportato il Memorial alla sua ragione più profonda: fare in modo che il ricordo di Giacomo non rimanga soltanto legato alla tragedia del 2012, ma continui a produrre un messaggio concreto nelle generazioni più giovani.

Avis Verona al fianco del torneo
Alla premiazione ha partecipato anche Elia Biasi, presidente comunale di Avis Verona, insieme ai collaboratori dell’associazione, tra i quali Daniele Leva. Avis ha sostenuto la manifestazione mettendo a disposizione le coppe e una targa consegnata in dono a Daniela Fedrigoli e Roberto Slemer. Gli organizzatori hanno inoltre rivolto un ringraziamento allo staff della Juventina Valpantena, impegnato nei diversi aspetti della manifestazione, e a Scatti Rubati, presente durante tutte le serate fino alla premiazione conclusiva.
Le luci del campo di Poiano si sono spente mentre iniziava idealmente il 30 agosto, giorno del compleanno di Giacomo. Il torneo si è chiuso con una coppa assegnata e risultati consegnati agli almanacchi, ma soprattutto con un messaggio rivolto ai ragazzi: il coraggio, la solidarietà e l’attenzione verso gli altri possono continuare a vivere anche attraverso un campo da calcio.

Matteo Scolari per www.pianeta-calcio.it

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