sabato, 14 Marzo 2026

Oggi

Mister Pienazza è pronto al ritorno: esperienza, idee e passione per un calcio in continuo cambiamento.

- Advertisement -

Ha deciso lui, assieme all’allenatore in seconda, il mitico bomber Gianluca Bissoli e il preparatore dei portieri Alberto Fano, sia per l’aumento di lavoro che la sua antica bottega di cornici, quella in borgo San Pancrazio, avviata decenni fa dalla mamma, la signora Adami, di prendersi il cosiddetto anno sabbatico. “La scorsa estate, avevamo ricevuto proposte da 2-3 club” svela Roberto Pienazza, classe 1967, campione d’Italia Under 18 con il Chievo guidato da quel Fausto Nosè con cui trionferà a Tregnago in Promozione nel testa a testa palpitante con le Officine Bra di Villafranca, ed artefice, poi, sulla panca dell’F.C. Valgatara dei miracoli portando i blaugrana dalla 3^ categoria fino alla Promozione, sfiorando poi di un nulla il balzo in Eccellenza, “ma, a dire il vero non ci hanno convinto. Idem, a novembre, si era affacciata la possibilità di scendere in campo, ma anche quella volta le proposte delle società che ci corteggiavano non ci hanno convinto”. Ed, allora, meglio stare fermi, o no? “Sì, fermi, per modo di dire, perché io, Andrea Corrent, Michele Colognese e un’altra decina di allenatori stiamo frequentando un Corso di Aggiornamento e di Formazione tenuto presso la sede dell’A.C. San Zeno Verona dal “mago” Olindo Filippi. Più che una riunione d’ aggiornamento tecnico, si potrebbe definirla una condivisione tecnica, tattica e comportamentale di noi allenatori sotto la grande regìa del mitico Olindo Filippi”.

- Advertisement -

E, cosa stai apprendendo di nuovo? “Guardo i calciatori in un modo diverso: il calcio del presente e del prossimo futuro, checché se ne dica, è orientato verso di loro, e si sta propendendo verso un calcio di paese, territoriale, anche perché certi costi credo che non si possano più sopportare, ed allora si cerca di formare “rose” con tutti giocatori del paese o dell’hinterland. A Bussolengo, alcuni anni fa, io, per esempio, mi sono trovato benissimo ad allenare ragazzi che hanno dimostrato subito un forte attaccamento alla maglia. Ebbene” continua Pienazza “ora vedo il calcio con una lente diversa, orientata verso alcuni particolari modi di allenarsi, di muoversi in campo, il grado di concentrazione che i giocatori ti dedicano, la passione che ci mettono. Tutti aspetti, particolari, che prima non consideravo, non mettevo in primo, ma in secondo piano”. Girando, cosa hai visto di nuovo in Eccellenza, Promozione e in Prima categoria? “Che l’alto costo del biglietto – 10 euro – consiglia lo spettatore a varcare il cancello non all’inizio, bensì nella ripresa. Del resto, se ci pensi, con lo stesso prezzo tu vai a vedere il Verona, dove c’è sicuramente non spettacolo, ma dove circola maggior qualità”.

- Advertisement -

Non accenna l’emorragia degli esoneri della tua categoria, i mister… “Questo accade perchè si guarda subito al risultato; che non ammette tempi di attesa medio-lunghi. Poi, in giro vedi giocatori che non sono capaci di servire con un passaggio il proprio compagno nella sfera di 8-10 metri. Allora, devi tornare a insegnare il calcio, devi invogliare i ragazzi che hai a disposizione, molti dei quali già scarichi di energie per averle spremute o al lavoro o sui libri durante la giornata. Ora che me lo fai ricordare, ho provato una grande soddisfazione quando ho allenato Riccardo Sospetti, in 2^ categoria a Gargagnago (ora al PescantinaSettimo). L’anno successivo al trionfo, era già corteggiato da club di categoria superiore ed, alla fine, la spuntò l’Ambrosiana di Eccellenza. Grande fisico, ottima intelligenza, la punta del 2000 è passato da dilettante ad atleta non professionistico, ma, professionale, quello sì”. Qual è il tuo desiderio di mister, oggi come oggi? “Di poter rientrare a lavorare in un club, capace di accogliere le mie idee e di condividerle con i miei due collaboratori. Io non mi muovo mai da solo, e sogno sempre di lavorare con i ragazzi modello-Bussolengo, sopra ricordati, attaccati alla maglia come se fosse una loro seconda pelle”.

- Advertisement -

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

- Advertisement -
© Riproduzione Riservata

Prima Pagina