Peccato, peccato davvero! A due bracciate al traguardo, a 180 minuti dal suono del triplice gong, potevano essere le nostre veronesi a gestire queste ultime fase drammatiche del Torneo. Invece, i padovani (di Saletto) dell’AQS Borgo Veneto di mister Francesco Gasparetto, stanno gestendo al meglio l’ultimo tratto di cammino che li incoronerà “Sua Eccellenza”. E che stiamo, vero, parlando di una matricola: che ha fatto del rendimento costante e dell’impegno continuo la sua prerogativa di leadership di questo girone “A” di Promozione veneta. Anche ieri, i basso-padovani del sempre più giocatore-simbolo, l’ing. Guido Manfrìn, classe 1995, fratello dell’ex Modena e Vrtus Verona di serie C, Gianni, hanno dimostrato di esserci a livello di atteggiamento non soolo tecnico e tattico, ma, soprattutto mentale. E, in che maniera? Sapendo ribaltare come un calzino il verdetto inizialmente a loro avverso dopo il gol subito dall’ex “enfant prodige” delle giovanili dell’Hellas Verona, Luca Faccioli, classe 1998, da poco titolare della visitatissima bottega di Alimentari, avviata dal padre Graziano e da mamma Ombretta, ed ora pilotata dal giovane atleta, innamoratissimo della sua bella, Anita. Ma, nella ripresa, ecco la risposta al gol del n.8 del Bevilacqua di mister Nicola Corestini: due ruggiti saliti fino al cielo, due zampate leonine da far venire la pelle d’oca non solo alla “Cremonese della Bassa” e ai suoi fans. Tanta rabbia, di sicuro, nelle conclusioni sferrate ed andate a segno dal capitano borgataro Guido Manfrìn, una sorta di doppio grido della liberazione. Come quello esalato dalla Vis Union Lendinara all’ultimo, dico ultimo, respiro, ovvero al 91° minuto. Di fronte, al “Perolari”, l’ottima Audace del mister Matteo Biroli: mica la squadra-materasso, eh, sicuramente la più tecnica a livello di gioco e la più sfortunata a livello di infortuni. Ebbene, l’Union ritrova l’Unione, rialza fieramente il capo e l’elmo di Scipio lo indossa a qualche spicciolo al termine il duemillenario Jacopo Rizzieri. Che fa rizzare – ma, no, si dice accapponare – la pelle ai polesani e al diesse “Zucchero” Franco Gobbi, detto “Pizza”.
L’AQS Borgo Veneto è sulla cima del trespolo a 49 pioli, ma, non può dormire ancora sonni tranquilli, visto che 3 gradini più in basso sente il fiato, l’alito, il calore, la chimica dell’Union Vis Lendinara dell’ex panzer oppeanese, il coeffeur di Montagnana, Marco Farinazzo, classe 1996. In attesa, dopo il “principesco” n.7 lendinarese doc, lo juventino Pietro Princi, classe 1998, anche lui ex Oppeano, che ritorni l’Andrea Nalini di sempre, il “Raul di Pradelle”, classe 1990. E, con una difesa chiusa a doppia mandata da un altro Principe delle zolle e delle difese: Prince Yarboye, classe 1989, sangue ghanese, ex audacino pure. A 44 gatti in fila per 6 con il resto di 2 – sì, ma quella era una famosissima canzone strillata al Piccolo Coro dell’Antoniano di Bologna nei ruggenti anni 70 del 900 – pardòn, dunque: a 44 punti, il trittico delle meraviglie, meno famoso senz’altro del “Trittico del Giudizio di Bruges”, di Hieronimus Bosch e bottega della fine del 1400 – ma, ancora capace di trasmetterti quell’emozione – sindrome di Stendhall – che un capolavoro dell’arte riesce a provocare, ad accendere: Team S.Lucia Golosine, San Giovanni Lupatoto e PescantinaSettimo. Al “Luciano Giglio”, nell’impianto di via Sant’Elisabetta, le “aquile bianco e blu” rionali del “falconiere” di Isola della Scala, Alessandro Ghirigato, volteggiano nel cielo trionfanti per aver superato – 3-2 – il non facile avversario del Pedemonte di mister Stefano “Bel” Paese. Parte alla grande il bomber pedemontano Enrico Rizzi, “bocia del ’99”, si scatena come una furia omicida, liberando tutta l’amarezza accumulata in questi ultimi mesi, il figlio d’arte, Federico Nardi, aitante sotto-punta capace di sconvolgerti con una sua doppia firma d’autore la sinfonia di una agra che aveva inizialmente preso una brutta piega. C’è anche l’urlo del bianco-rosso valpolicellese Giacomo Cristanelli, ma a insonorizzarlo è poi il potente sinistro con cui perfeziona la lunga e testarda galoppata il capitano, al secolo Riccardo Olivieri, tanta sua pelle attaccata alla maglia dei santo-luciani del diggì Ivano Belligoli e del presidente-poeta Giuseppe Bettini, l'”elettrico”. Al “Pinarolli Stadium”, il formidabile PescantinaSettimo dell’ottimo ed emergente trainer Mattia Paiola, capace di risvegliarti una squadra come un rabdomante nel scovarti le vene d’acqua, non va oltre lo 0 a 0 contro lo Zevio di mister Andrea Annechini. Dai loro specchi, mugugnano i più pessimisti!, si allontana cima Eccellenza, ma, nel calcio meglio stare zitti, piuttosto che abbozzare ipotesi senza costrutto.
Reti bianche anche al “Giobatta Battistoni” di San Giovanni Lupatoto: incazzatissimi, avviliti come il peggior venerdì santo della storia i volti dei lupatotini sguinzagliati dal plurimedagliato trainer Fabrizio Sona, classe 1957, un capitano di ventura che ne ha viste di battaglie (e vinte) di tutti i colori. Certo che di fronte – questo molti hanno scordato – c’era il Real Valpolicella rivitalizzato dalla cura del “dottor Sottile”, al secolo il dr. Alberto Facci, allenatore di grande talenti nostrani, da Andrea Nalini a Kevin Lasagna per finire a Michael De Marchi. Ergo: zitti e mosca, e continuare a pedalare fino all’ultimo e fino all’ultima stilla di sudore che ci riservi il corpo umano! L’impresa la compie la Belfiorese del nuovo timoniere Meneghetti, chiamato a far meglio di Flavio Carnovelli, altra impresa titanica! I “biancazzurri del Basso Adige” hanno by-passato – 3-2 – il non facile ostacolo del Baldo Junior Team di mister Luca Bozzini. Niccolò Centomo, il corazziere Davide Perazzolo e il navigato (1991) Marco Piccoli fanno tremare il Baldo fino a fargli eruttare la fine dello sconfitto nonostante i gol di Simone Padovani e Niccolò Zanetti. Mattia Maragna, ma non da ieri, eh, è la controfigura di Spiderman: para anche le ragnatele anche dopo le festività pasquali, che raccomandano la più limpida delle pulizie. Al “Guglielmi”, in zona Sacra Famiglia, l’A.C. Cadidavid mette uno scarpino nella permanenza in Promozione, affossando le residue speranze di salvezza della Pro Sambonifacese del mister e presidente Maurizio Battistella, classe 1965. Alessandro “Il Grande” Zanotto, con la sua doppietta (anche su rigore) e i suoi pochissimi anni – è un 2005 – aiuta l’avversario rosso-blu a sminuzzarsi, a defilarsi, capace di reagire solo con un nome che fa quasi rima baciata con un Carneade del calcio versione Italy (e non Vinitaly, oh!): Braggio. A metterci il fiocco è il 2004 bianco e blu cadidavidese Paolo Locatelli. Poi, buona notte al secchio, agli orchestranti e ai naviganti! Infine, l’1 a 1 tra l’A.C. Cologna Veneta del trainer lupatotino Matteo Girlanda e la febbricitante Olimpica Dossobuono del mozzecanese fantino Maicol Sambenini, classe 1990. I giallo-rossi ospiti, più affamati di punti ce la mettono proprio tutta e sognano i tre punti quando bomber Samuele Olioso spinge la sfera di cuoio alle spalle dell’estremo “giallo-blu del mandorlato” Bruzzo. Ma, è l’appena entrato (da 5 minuti esatti!) Trevisàn che con una sua prodigiosa capocciata nega la soddisfazione del bottino pieno ai giallo-rossi “olimpici”. Che ritornano dallo sfavillante Olimpo degli dèi immortali al mondo degli esseri più vulnerabili, più alla portata di noi essere mortali.
Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it





