lunedì, 19 Ottobre 2026

Oggi

Capitan Enrico Mori tra ambizioni e valori: “A Lugagnano siamo una grande famiglia”.

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«La fascia da capitano non è un semplice pezzo di stoffa: è un simbolo di appartenenza, di rispetto e di responsabilità verso i compagni, la società e i tifosi». Così sosteneva Javier Zanetti, il “capitano dei capitani” dell’Inter del Triplete. La pensa esattamente allo stesso modo Enrico Mori, difensore classe 2001 e capitano del Lugagnano del presidente Giovanni Forlin e del direttore generale Claudio Panarotto. Dopo cinque giornate di campionato, la squadra di mister Emiliano Testi occupa il quarto posto nel girone A di Prima categoria con 8 punti, frutto di due vittorie, due pareggi e una sconfitta. A guidare la classifica è il Bussolengo del direttore sportivo Renzo Bendazzoli, detto “Il Nero”, e di mister Alberto Cipriani, che ha raccolto 12 punti grazie a quattro vittorie, senza mai pareggiare, a fronte di una sconfitta. Parlando della fascia al braccio, Enrico Mori afferma: “È sempre un onore per me indossarla. Rispecchia i sani valori umani che si respirano al Lugagnano, dove la persona viene sempre prima di tutto. Qui c’è una forte appartenenza ai colori sociali e la grande voglia di alzare l’asticella in ogni partita. Un plauso va ai miei compagni più esperti che, sia nello spogliatoio sia in campo, mi danno una grande mano a tenere compatto il gruppo”. Attraverso la nostra testata, Mori desidera inoltre ringraziare i suoi genitori, la sorella e la fidanzata Aurora, che ogni domenica lo seguono con affetto dagli spalti. Chi può vincere il vostro girone A di Prima categoria? “Francamente, non me la sento di indicare già ora una squadra capace di battere tutte le altre. Da una parte è troppo presto per dirlo: lo sappiamo tutti, il campionato è lunghissimo. Dall’altra, ci sono almeno sei formazioni che possono davvero fare la differenza. I conti e le somme, però, li tireremo soltanto alla fine dei giochi”.

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Che cosa significa essere il capitano? “Significa tenere la testa alta e le spalle larghe, essere sempre pronti a difendere i compagni quando le gare si fanno difficili. Umiltà prima di tutto e rispetto delle regole che governano il calcio, sapendo di portare con sé un bagaglio di esperienze utili alla causa. Fai da filtro tra la società e il gruppo squadra, cercando di prevedere ed evitare guai in campo e, soprattutto, di non prendere gol… che fanno sempre male”, ci dice sorridendo. Giovanni Forlin, Sergio Coati, Claudio Panarotto, Roberto Spada e Alberto Costa sono le vere anime del Lugagnano? “La domanda si risponde da sola: certamente sì, ognuno svolge al meglio il proprio ruolo da anni. Forlin e Coati sono i nostri due presidenti per antonomasia: leali, appassionati, vogliono un gran bene ai giocatori della Prima categoria e a quelli della Terza categoria e ci sostengono ogni settimana. Claudio Panarotto, Roberto Spada e Alberto Costa sono i primi tifosi del Lugagnano, coloro che infondono a tutti noi l’essenza della nostra piccola “famiglia” gialloblù. Importante è anche Saverio Barini, una persona che conosce alla perfezione le norme della FIGC, sempre preparata e competente. Infine, spendo volentieri due parole per mister Emiliano Testi, arrivato quest’anno: è un tecnico che cura ogni dettaglio e ha una grinta eccezionale”. Domani, 18 ottobre, alle 15.30 ospiterete sul vostro terreno il Casteldazzano di mister Manuel Pauciullo. Che gara sarà? “Affronteremo una formazione che sa il fatto suo, reduce dalla vittoria per 3-2 contro l’Olimpia Verona e con i nostri stessi punti in classifica. Anche noi, però, in quanto a carica e serenità non siamo da meno, visto che domenica scorsa abbiamo vinto 3-0 a Fumane. Ne verrà fuori una partita scoppiettante, ne sono certo… Che vinca il migliore!”

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Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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