Il tecnico delle giovanili del Baldo Junior Team, Christian Comencini, sposa la linea di Massimo Oddo: “Torniamo a insegnare i fondamentali”. Il dibattito sul futuro del calcio italiano e sulla carenza di talenti si arricchisce così di nuove riflessioni. Recentemente, Oddo, oggi alla guida del Milan Futuro, ha rilasciato un’intervista a Fanpage evidenziando le criticità dei settori giovanili moderni: “Una volta l’allenamento era fatto di partitine e coordinazione – ha dichiarato – oggi la coordinazione è trascurata, ma senza di essa non si arriva ad alti livelli. Vedo allenatori sui social che insegnano la costruzione dal basso a bambini di 7 anni: è follia. Fino a una certa età bisogna sviluppare istinto e caratteristiche individuali. Una volta c’erano educatori, oggi solo allenatori”. A fargli eco è Christian Comencini, tecnico dell’Under 15 Élite del Baldo Junior Team, società presieduta da Marino Gaiardoni, che analizza con lucidità la situazione attuale del calcio di base.
La fretta del risultato è uno dei temi centrali: “Concordo pienamente con mister Massimo Oddo – afferma Christian Comencini – ci sono eccezioni, ma noto troppi allenatori che puntano solo a vincere subito, anche con i bambini, senza avere la pazienza di far crescere i giovani: si schierano sempre i più forti e non si dà spazio a tutti”. Per il tecnico del Baldo Junior Team la strada da seguire è chiara e passa dal recupero dell’identità: “Bisogna tornare a divertirsi, con zero tattica e più tecnica, lasciando spazio alla libertà e alla fantasia. Oggi si insegnano poco il duello fisico, il dribbling e l’uno contro uno: non siamo più capaci di saltare l’avversario”. Una visione che si scontra però con una pressione esterna sempre più forte: “Bisognerebbe dare meno importanza al risultato, ma purtroppo società e genitori vogliono vincere a tutti i costi: perdere non piace a nessuno, è un dato di fatto”. Nonostante le criticità, Comencini guarda con fiducia al futuro e al nuovo corso federale: “Credo molto nel progetto affidato a mister Maurizio Lucidi: l’obiettivo è rimettere la tecnica individuale al centro delle giovanili fino ai dodici anni, tornando finalmente a insegnare calcio partendo dai fondamentali e coinvolgendo maggiormente anche le scuole”.
Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it





