Inserendo i nuovi gironi di Seconda Categoria ci siamo accorti di una novità di cui nessuno aveva parlato: la mancata iscrizione della Scaligera Lavagno del presidente Samuele Tosi, società che tanto bene aveva fatto negli ultimi anni. La motivazione l’abbiamo chiesta direttamente al vice presidente Valentino Todeschini e al presidente Samuele Tosi. “La decisione di non iscrivere la squadra al prossimo campionato è stata sofferta, ed è maturata dopo la conclusione della stagione, al termine di un’annata complessa sotto il profilo umano e gestionale – dice il vice presidente Valentino Todeschini -. Non si è trattato di una scelta legata a motivi economici, ma alla crescente difficoltà, che abbiamo trovato negli ultimi anni, a creare un clima di collaborazione e rispetto all’interno del gruppo. Sempre più spesso ci siamo trovati di fronte a giocatori e membri dello staff che hanno dato per scontato tutto ciò che una società dilettantistica gli mette a disposizione: strutture, rimborsi, la pizzeria ogni settimana, il supporto organizzativo e persino l’assistenza medica. Ma con sempre meno senso di responsabilità e sempre più pretese. Portare avanti una stagione sportiva richiede impegno, costanza e spirito di servizio. Ma quando viene a mancare la disponibilità all’ascolto e il rispetto reciproco, è inevitabile fermarsi e chiedersi se abbia ancora senso continuare a fare sacrifici”.
Il presidente nero-oro, Samuele Tosi, ha aggiunto: “Ci sono scelte che arrivano con amarezza ma anche con lucidità. Dopo 12 anni ininterrotti di attività fatta tra alti e bassi, ma sempre con coerenza e grande passione, ci siamo ritrovati a fare i conti con una realtà in cui non ci riconosciamo più. A tutto questo si aggiunge una ferita ancora aperta: la gestione degli impianti sportivi, che ci è stata tolta anni fa con una manovra poco chiara orchestrata dall’allora sindaco Albi, che li ha affidati al San Zeno Calcio, tagliandoci fuori dal nostro stesso territorio. Abbiamo lottato per anni in tribunale e lo scorso anno abbiamo finalmente ottenuto giustizia: prima al Consiglio di Stato, poi al TAR del Veneto, che ha riconosciuto le nostre ragioni e ci ha assegnato un risarcimento economico. Ma questo non è servito a restituirci ciò che contava davvero, la gestione dei campi, che sono il nostro punto di riferimento e la nostra casa sportiva. Andare avanti senza strutture, senza il sostegno di un ambiente sereno e spesso anche senza il rispetto dovuto, non è più possibile. Chiudiamo con dignità, consapevoli di aver dato tutto quello che potevamo. Se un giorno troveremo condizioni più favorevoli, siamo pronti a rimetterci in gioco, magari ripartendo da dove tutto ha avuto inizio: dal settore giovanile. Ringraziamo chi in questi anni ci ha davvero sostenuto. A tutti gli altri, lasciamo il giudizio del tempo”.
La redazione di www.pianeta-calcio.it





