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mercoledì, 8 Febbraio 2023

Mister Marco Burato (AlbaredoRonco): “L’ascensore? Solo a chi lo merita!”

Il tema della nostra consueta e virtuale tavola rotonda di questa settimana lo propone Marco Burato, il mister dell’AlbaredoRonco, terza miglior forza calcistica del girone “A” di Promozione veneto. “Che senso ha che una società aspiri a salire in Eccellenza, quando, una volta raggiunto il traguardo, non ha i mezzi per restarci?” E’ la questione dell’ascensore – non quello sociale, eh: quello è di tutt’altro spessore e contenuto! -, su cui fortemente sognano di salire le squadre più ambiziose di ogni campionato, operando a tal guisa una poderosa campagna-acquisti sia estiva che invernale, ma, per poi, magari, trovarsi a dovere scendere la china proprio l’anno successivo al trionfo, dopo essersi appena acclimatati al nuovo clima. Ecco, dunque, qui raccolti una serie di pareri raccolti tra alcuni addetti ai lavori del nostro circo pedatorio. Leonida Zorzan (consulente tecnico Cà degli Oppi): “Per alcune società che in Eccellenza – prendi il caso del Team S.Lucia Golosine – ci sono state per un buon ciclo di anni, l’Eccellenza conviene ed è l’abito e l’abitat giusto. Però, bisogna avere alle spalle un bel bacino di giovani, occorre armarsi di tanta pazienza e bisogna avere il coraggio di farli poi giocare in Prima squadra”.

Raimondo De Angeli (presidente GSP Vigo 1944): “Se guadagni la categoria per restarci, ebbè, questo ha un suo senso; se, invece, precipiti subito giù, allora, proprio no! La vittoria a tutti i costi non è stata mai una mia prerogativa, una mia grande ambizione. Solo se ho le forze economiche per restarci, allora, sogno di puntare al balzo; altrimenti, rinuncio alla scalata. Piuttosto, cerco di puntare a disputare un buon campionato, che rispecchi il mio investimento economico, ma, no, un anno di sofferenza, una volta salito di categoria, non lo vorrei proprio vivere”. Marco Calonego (nuovo diggì del Bevilacqua): “E’ difficile entrare nella testa delle società. Personalmente, ho trovato ingiusto certi ripescaggi avvenuti un pò ovunque in tutte le categorie. Miglior impresa sportiva è quella di conquistare il salto di categoria sul campo, non attraverso ripescaggi o grazie a fusioni. Salire con i propri mezzi e con l’applauso degli avversari è ben altra cosa che essere promossi a tavolino. Sono arciconvinto che i campionati si debbano vincere in campo, al fine di evitare ciò a cui sono andate incontro recentissimamente Mozzecane e Cologna Veneta, subito retrocesse, dopo essere state ammesse in Eccellenza”.

Matteo Signoretti (classe 1978, atleta dell’A.C. Raldon e patentato Uefa B): “Avrebbe più senso restare in Promozione, piuttosto che continuamente salire e scendere, ok; ma, l’ambizione di una società, dove la metti? E, poi, quando avvicini in estate, in piena campagna-acquisti, cosa dici ai giocatori? Ovviamente, si punta sempre a fare bene. Il rimedio è la programmazione sensata; che è anche quella che ti fa fare la differenza ed evitare continui saliscendi”. Graziano Molinari (presidente Isola Rizza Roverchiara): “Ultimamente, sono salite nel nostro Torneo di Eccellenza società, squadre non grazie ai loro meriti (vedi Mozzecane, Cologna Veneta e Pescantina Settimo), ma in seguito a ripescaggio. Ovvio che, una volta che ti trovi a disputare un campionato di categoria superiore, fai di tutto per restarci, per non scendere dalla carrozza di quel treno. Ma, per restarci più a lungo di un anno – nella categoria superiore – occorrono, in primis, i mezzi, la struttura, un ottimo vivaio perché ci troviamo di fronte a un altro mondo, ben diverso dalla Promozione che stiamo affrontando in queste ultime due stagioni. Per noi, comunque, è già un bel traguardo mantenere la categoria della Promozione: certi salti potrebbero rivelarsi davvero troppo acrobatici!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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