Luca Bronzato: “I play off sono alla portata dell’Atletico Città di Cerea “

Il "Piccolo Toro" di mister Simone Marocchio, con la vittoria di domenica, ha agganciato al 4° posto a 25 punti il Cologna e il San Giovanni Lupatoto

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La vittoria per 0 a 2 ottenuta domenica scorsa all'”Erasmo Zamperlini” di Ronco all’Adige, in casa della titolata U.S. Albaronco di mister Antimo Iunco, ha messo le ali ai piedi all’Atletico Città di Cerea del raldonate trainer Simone Marocchio. Il “Piccolo Toro” ora veleggia nei quartieri nobili del girone “A” di Promozione e un bel pensierino ad un posto al sole dei play off ad aprile lo sta già facendo, eccome: “Accusiamo” spiega il presidente ed avvocato Luca Bronzato “qualche alto e basso, ma a Ronco speriamo che la squadra abbia trovato la giusta quadratura. A dicembre abbiamo effettuato pochi ritocchi – sono arrivati solo il navigato Enrico Eller e il promettente giovane Tommaso Marchesini, un 2001 prelevato dalla serie D del Legnago Salus -, quelli che servivano per supportare alcune incertezze. Attendiamo ora la piena performance degli infortunati Mattia Vesentini, di Lorenzo Borin, mentre bomber Stefano Coraini rientrerà dalla squalifica. Credo che abbiamo le carte in regola per poter dire la nostra, intendo dire in termini pragmatici che i play off sono alla nostra portata”.

Pescantina Settimo imprendibile, allora? “Sì, anche se noi vincevamo 0 a 1 e ci è stato annullato il raddoppio per un inesistente fuori gioco. Poi, su due infortuni difensivi, ci siamo fatti rimontare e superare dalla capolista, la quale ha i giocatori giusti per poter arrivare alla fine con le mani alzate al cielo”. Cosa manca invece al Cerea per competere alla conquista del titolo? “Solo la continuità, dobbiamo dare coerenza e seguito ai nostri risultati e possiamo arrivare tra il 2° e il 4° posto in classifica. Sì, è vero, accusiamo delle frenate, ogni tanto, vedi la sconfitta di 0 a 3 per mano del Sitland Rivereel, ma speriamo che sia un brutto ricordo che appartiene al passato”. Assieme ai risultati, avete anche il pubblico al seguito: “Un pubblico formato dai ragazzi del settore giovanile. In casa, la Curva del “Pelaloca”, è sempre ricolma di nostri giovani sostenitori, i giocatori avvertono il loro calore e sono maggiormente stimolati a fare bene. Poi, bisogna riconoscere la grande esperienza di timoniere a mister Simone Marocchio, con il quale i ragazzi hanno subito legato, lavorano con molto entusiasmo e sudano volentieri durante la settimana. Oltre alla tifoseria, tengo a precisare il grande affiatamento di noi dirigenti, i quali tutti remano verso la stessa direzione. Il che non è un particolare di trascurabile valore”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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