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giovedì, 8 Dicembre 2022

Attenti a “Mara-gol”: il bomber del San Giovanni Lupatoto che sotto rete non scherza

Più che “Mara-gol”, Luca Marastoni, classe 2002 (è nato il 12 ottobre), potremmo chiamarlo “Marea-gol”, soprattutto all’indomani della goleada, della “manita” rifilata sulla guancia di un già rassegnato Nogara Calcio (6 a 0 il risultato maturato sul sintetico del “Giobatta Battistoni”). Forse, neanche da Pulcino ha realizzato 5 reti in una sola partita: lui, colpa, forse, della comprensibili timidezza dell’età, forse, complice quella sana superstizione che non raccomanda di esaltarsi davanti al ragguardevole traguardo stagionale – ormai prossimo – delle 20 reti in 26 partite stagionali, ebbene, Luca si guarda bene di fare il guascone, anche perché sta allenando i 2013 lupatotini del presidente Daniele Perbellini. Che si coccola il “gioiellino”, rispedito al mittente, senza neanche avergli dato il tempo di ammirarlo dal Caldiero Calcio. “Sono nato” si racconta il bomber, arrivato a quota 17 reti in 23 gare, “a Buttapietra, e ho giocato nei Boys Buttapedra fino alla Terza Elementare. Poi, 5 stagioni all’Hellas Verona, un anno a Villafranca, 4 al San Giovanni Lupatoto e l’anno scorso a Caldiero collezionando 13 presenze con i “termali” in serie D, quindi, eccomi, la scorsa estate di nuovo con i “lupi bianco-rossi””.

A Caldiero, Luca, viaggio di andata e ritorno… “Sono tornato a San Giovanni perché volevo fare un anno di riscatto, desideravo rilanciarmi, facendo due passi indietro rispetto al palcoscenico che avevo prima calcato, e, soprattutto, per far vedere quello che in realtà sono. No, nessuna polemica con i “termali”, il calcio ti dà la possibilità di rialzarti ogni giorno, il campo di mettere alla prova le tue capacità”. Con mister Matteo Girlanda, pochi gol, tanti pali; con mister Simone Marocchio, la tua consacrazione di Superbomber del girone “A” di Promozione… “Diciamo che il tipo di gioco richiestoci da mister Girlanda faceva fatica a far arrivare tanti palloni alla mia portata, non favoriva, come invece quello indicatoci da mister Marocchio, le mie caratteristiche di punta che ama fiondarsi continuamente a caccia della palla nei lanci lunghi. Il dribbling è il mio numero preferito, mi piace saltare l’uomo, date anche le mie doti di velocista. Sono un destro, non sono un gran colpitore di testa e i rigori li lascio trasformare ad altri miei compagni di squadra perché ne ho tirati due e gli ho sbagliati entrambi”.

Qual è la tua squadra del cuore e il tuo idolo? “Tifo per la Juventus, il mio idolo di oggi è Lion Messi passato quest’anno dal Barcellona al Paris Saint Germain, quello da bambino, invece, era Andrea Pirlo”. Altezza circa 183 centimetri, capelli riccioluti alla Scamarcio – definizione presa in prestito da mister Girlanda – ed aria scanzonata, “Mara-gol” frequenta il 1° anno di Università a Verona, Facoltà Economia e Commercio: “Mi piacerebbe provare di fare carriera nel calcio, ma so benissimo che solo uno su 50 o 60 mila ragazzi riesce a coronare il sogno che culla da bambino. Ma, ora il mio traguardo personale è quello di raggiungere – visto che quasi ci sono vicino – quota 20 gol in campionato e portare in salvo il San Giovanni Lupatoto”.

Chi, secondo te, trionferà nel girone “A” di Promozione? “Il Castelnuovo del Garda: che è anche la nostra bestia nera, d’accordo (ci ha battuto due volte per 3 a 0), ma è anche la più solida e la più forte delle squadre incontrate quest’anno. Ottime compagini anche l’Oppeano – anche se recentemente siamo andati a vincere (2 a 3) in casa sua – e l’Atletico Cerea, ma non sono, a mio avviso, così forti come i nero-verdi di mister Gianni Canovo che sono attualmente in vetta al nostro girone. Bomber Luca Bonfigli? All’andata, contro di noi non l’ho visto, ma sicuramente è una signora punta, che in attacco ha il suo enorme peso. Mi ha invece impressionato il loro attaccante Gilbert Cadete: guai a concedergli palla e spazio di manovra!” Cosa cerchi di trasmettere da allenatore alle tue piccole leve lupatotine? “La gioia di giocare a calcio, di correre dietro ad un pallone, perché più sei felice e più riesci ad esprimerti meglio”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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