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sabato, 28 Marzo 2020
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    Il Montorio attende più il sintetico che il titolo!

    Il recupero contro il Povegliano, disputatosi domenica 29 dicembre, ha fruttato altri 3 punti utili all’inseguimento della capolista PescantinaSettimo al Montorio di mister Stefano Paese (2 a 0 il verdetto finale, il quale proietta la sorprendente matricola a -4 dal vertice), ma, i “bianco-verde-neri del castello” non sembrano più di tanto concentrati all’ennesimo balzo di categoria, piuttosto ad altro. Il presidente Lorenzo Peroni, classe 1961, geometra con tanto di studio tecnico nel paese delle risorgive, ex punta alla Giorgio Chinaglia, capace di rimanere in alto alcuni secondi – come l’abbiamo sentito scherzare noi con alcuni amici al bar dopo la vittoria riportata a spese del volonteroso Povegliano -, ma anche, lenti a contatto ben incollate alle iridi, di tuffarsi per incornare di testa la sfera, alla Paolino Pulici, per intenderci, a sfioro di superficie, ebbene, per il massimo dirigente la prima preoccupazione è rivolta al completamento del campo a 11 in sintetico: “Come società” spiega Peroni “siamo molto concentrati nella realizzazione del campo a 11 in sintetico, attiguo a quello conosciuto e in funzione da anni. Un bell’aiuto, perché darebbe tanto respiro al campo principale e maggior possibilità di allenarsi alle compagini del nostro Settore Giovanile.”

    Infatti, i numeri e i valori stanno parlando a favore della “società del Magnarone”: presente in tutti i Tornei indetti dalla Federazione, una squadra di Juniores d’Elite, una di Allievi e una di Giovanissimi Regionali, per un totale di circa 350 tesserati. Un’andata terminata al 2° posto, mica male per una matricola, o no? “Siamo partiti bene, e non volevamo farci trovare impreparati al nuovo salto di categoria, la Promozione. Abbiamo allestito una “rosa” abbastanza strutturata, grazie al lavoro e alla competenza del nostro diesse Stefano Menini, però, senza svenarci, eh. Non dovessimo andare su, non staremo certo a fare tragedie o drammi. Personalmente, non ho mai seguito la Prima squadra in trasferta, quindi, posso solo parlare di 7-8 avversarie incontrate in casa nostra. Ebbene, mi è piaciuto l’Albaronco, mentre, il PescantinaSettimo, è, per me, la squadra più indicata alla vittoria finale, anche perché non si è mai lasciata andare a proclami, ha sempre lavorato con un profilo basso e può godere di un’ottima organizzazione societaria”.

    Alcuni addetti ai lavori hanno definito il Montorio come la “sorella più piccola della Virtus”… “Lo trovo un complimento, visto che i primi anni da mister patentato io li ho trascorsi in rosso e blu e i miei figli sono usciti proprio dal vivaio rossoblu. Per me, la Virtus rappresenta un modello di organizzazione societaria, animata da validi principi e da progetti validi e lungimiranti”. Di quali giovani sentiremo parlare nel girone di ritorno? “Del portiere Marco Antolini, classe 1999, montoriese al 100%: è una valida alternativa al più maturo, classe 1982, Umberto Boninsegna, e ha già collezionato qualche presenza in Promozione. Il nostro futuro tra i pali è Marco, oggi sta facendo una grande esperienza”.

    Nella “rosa” dei totali 22 elementi, una decina sono frutto della cantera montoriese: “In “rosa” 6 ragazzi sono fuori quota, premio al lavoro della base, curata, seguita da tecnici patentati”. L’obiettivo, qual è? “Il primo arrivare a giocare tutti sul campo sintetico, poi, a fine gennaio, a seconda della nostra posizione di classifica, ci daremo dei traguardi ben precisi, più mirati. La tranquilla permanenza in categoria è già, di per se stessa, un buon traguardo!” Così parlò non Zarathustra, bensì Lorenzo Peroni, il massimo dirigente ed ex bomber del Montorio di mister Mario Arganetto, di Sergio Riolfi (il figlio, classe 1998, Marco, difensore, è arruolato in Prima squadra, di Paolo Galli (poi, al Cardi Chievo), per 4 stagioni punta generosa di un Montorio che non esiste più, ma al quale bisogna sempre rifarsi storicamente per capire dove si è arrivati fin d’ora, dove la sfera è rotolata fin qui. Le giovanili nell’Hellas Verona, poi, 4 stagioni intense (3 in Prima categoria), con la casacca bianco-verde, al termine di ogni gara sempre inzaccherata di schizzi di fango o sdrucita dai colpi bassi dei più spietati molossi delle difese avversarie.

    Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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