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venerdì, 1 Marzo 2024

Andrea Fumanelli vuole tornare fra i pali

Ha voglia di tornare a difendere nuovamente i pali di una porta, Andrea Fumanelli, portiere svincolato classe 2003 ex Ambrosiana e Pedemonte. Oggi il ruolo del numero uno, anche nel mondo dei dilettanti, sta cambiando. Serve maggiore padronanza, oltre che con le mani, anche con i piedi. Bisogna essere bravo nei disimpegni dalla propria porta fino ai compagni del reparto difensivo. “Il calcio sta vivendo un nuovo ciclo – afferma Fumanelli – e il ruolo del portiere in una squadra è fondamentale. Devi lavorare sulle uscite, sulla posizione tra i pali, avere personalità nel guidare la difesa e tanta sicurezza e tranquillità tra i pali al servizio della squadra. Poi, se sei bravo con i piedi, ancora meglio. Ma, a mio parere, il portiere deve innanzitutto saper parare. Avendo cominciato da piccolo a giocare a calcio, mi sono relazionato e interfacciato con molti allenatori. Dato il mio ruolo, ho avuto anche il piacere di poter lavorare con parecchi preparatori dei portieri. Dunque, tutti loro, allenatori e preparatori, mi hanno insegnato e trasmesso insegnamenti importanti. Per fortuna, nel corso degli anni, mi è sempre stata data la possibilità di dimostrare quello che so fare. Ci sono molte stagioni che porto nel cuore, ma forse quella che più mi è rimasta impressa è stata la scorsa annata a Pedemonte. Arrivavo da un infortunio che mi ha costretto a star lontano dal campo per un anno e quindi si trattava della mia prima e completa stagione tra i grandi. Un’annata che è stata molto impegnativa ma che si è conclusa nel migliore dei modi con la salvezza”.

Andrea oltre al calcio, che è la sua passione, pensa anche agli studi: “Nella vita, oltre che giocare a calcio, sono iscritto alla facoltà di filosofia dell’Università di Trento dove frequento il secondo anno. Per me la filosofia è una disciplina che ti permette di vedere e comprendere ciò che si vive da diversi punti di vista”. Quali sono i tuoi “miti” tra i portieri professionisti? “Ci sono due portieri, in particolare, che mi piacciono molto: sono Vicario e Courtois. Del primo ammiro molto il suo percorso e come sta affrontando sfida dopo sfida. Mentre, penso che per il secondo non ci sia bisogno di tante presentazioni, lo ritengo uno tra i più forti portieri al mondo”. Fumanelli è partito da Sant’Ambrogio, dove vive: “Ho cominciato da bambino alla polisportiva La Vetta, una piccola realtà del mio paese. Poi, grazie alla collaborazione tra le due società, sono passato all’A.C. Rivoli. Dopo qualche anno sotto le pale eoliche, sono passato un paio di stagioni nelle giovanili dell’Hellas Verona (giovanissimi sperimentali) per poi passare al Castelnuovo dove ho vissuto tre stagioni giocando in campionati Regionali e Regionali Elite. Successivamente sono passato all’Ambrosiana disputando il campionato Juniores nazionali che però, appena iniziato, è stato sospeso a causa della pandemia provocata dal Covid-19. Lo stesso anno, sono stato aggregato alla prima squadra rossonera dove ho esordito nel campionato di serie D. L’anno dopo mi sono rotto il crociato e con questo infortunio è terminata la mia stagione. Non mi sono perso d’animo e dopo una lunga riabilitazione mi sono rimesso in gioco e ora sono pronto a nuove avventure calcistiche”

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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