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giovedì, 8 Dicembre 2022

Mister Simone Marocchio (S.Giovanni Lupatoto): “El Meggio? E’ già uno di noi!”

E’ già uno ben aggregato nel branco dei “lupi bianco-rossi” lupatotini Riccardo Meggiorini, classe 1985, ex Toro, Bari, Chievo ed Inter. Lo afferma, coccolandoselo come un diamante sull’anulare il trainer raldonate Simone Marocchio, imprenditore – con azienda in Zai, a San Giovanni Lupatoto – nel ramo degli allestimenti fieristici. Nessuno di noi, compreso chi sta estendendo l’articolo, ha mai messo in dubbio la grande umiltà che ha da sempre contraddistinto il campione di Tarmassia di Isola della Scala: già quando aveva 17 anni, fu dalla nostra redazione premiato, assieme a Riccardo Cazzola – altro grande talento nostrano – quale miglior giovane promettente di inizio degli anni 2000. E, tale, “El Meggio” si è mantenuto. Sentire il suo nuovo mister, Marocchio, appunto. “Ai tempi dell’A.C. Raldon, avevo allenato” ricorda il coach lupatotino “l’ex professionista Simone Santìn, centrale. Era la stagione 2011-12, lui aveva già militato nel Chievo, nel Mantova, nella Carrarese, e aveva chiuso nei dilettanti del Vigasio, dell’Oppeano e dell’A.C. Raldon. Certo, avere in squadra uno come Meggiorini è un bel vantaggio: ci fa spostare l’equilibrio, ci può inventare l’episodio decisivo di una partita. E’ diventato subito uno di noi!”

“El Meggio” aveva disputato un tempo alla 1^ giornata di campionato, poi, lo stop, e domenica scorsa ha alzato fino a 70 minuti circa il suo minutaggio da dilettante. Ricordando quell’Eccellenza in cui aveva iniziato la scala, vestendo la casacca del Bovolone, incoraggiato nella sua impresa dal dirigente, ex Villafontana, Vittorio Peroni, cognato di quel grande conoscitore del nostro calcio che risponde al nome di Vanni e al cognome di Moretto, imprenditore e inventore di macchinari utili per l’agricoltura, con ditta a Villafontana. Sì, il padre del bomber e “gaucho”, l’indimenticato – non solo per i suoi tanti gol, ma pure per la sua generosità – Luca Moretto. “Solo il fatto che mi chiama mister” continua Marocchio “costituisce un onore, visto che lui aveva chiamato così anche Ventura e Mancini, al debutto di Cagliari-Inter, e con l’attuale cittì allora mister dei nerazzurri meneghini. Fisicamente, è integro, domenica scorsa gli ho chiesto, riuscendoci, di fare lui un discorso, nella pausa del tè, ai miei ragazzi. E’ molto amico del nostro diesse Adrian Ionita, il quale, oltre a lui, mi ha costruito una gran bella squadra”. “”Meggio”” aggiunge Marocchio “si è subito calato nei panni umili di noi dilettanti: per sua fortuna, ha trovato un bell’ambiente e un gruppo di compagni di squadra davvero straordinari. Adesso che il nostro bomber Luca Marastoni si è sbloccato domenica scorsa con una doppia, beh, potremo dire anche noi la nostra”.

Ed ancora: “Anche se lo scudetto sarà un affare tra il Team S.Lucia Golosine, il Mozzecane e l’Oppeano, io ho un’idea circa il traguardo che taglierà la mia squadra, ma la tengo scaramanticamente pe me. Stiamo affrontando una Promozione mai così equilibrata come quest’anno, il giocatore che fino ad ora mi ha impressionato è il difensore classe 2001 Aramis Facchinetti, dell’Audace, dotato di una gran forza fisica, un giovane che ci ha fatto già gol, ma che anche l’anno scorso mi aveva colpito. Il “Tiberghien” è una trappola mortale per qualsivoglia avversaria perché il campo è piccolo e i rosso-neri ti aggrediscono da ogni parte”. Dove può arrivare il San Giovanni Lupatoto dell’éra Riccardo Meggiorini? “Spero il più in alto possibile. Sicuramente, se troviamo la quadra, potremmo dare fastidio alle big sopra citate, da battere, magari, a un tiro al volo di sinistro del nostro “Meggio”, splendido come ci ha mostrato una sera durante una seduta atletica!”

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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