L’Isola 1966 è alla ricerca del giusto equilibrio

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Prima parte della storica Promozione vissuta dall’Isola 1966 di mister Andrea Corrent caratterizzata da alti e bassi, e squadra con un attacco abbastanza prolifico (19 gol fatti) e una difesa, che con 24 reti subite in 11 gare, è la più perforata del girone “A”. Ed è abbastanza originale scoprire che nel pacchetto arretrato dei “biancazzurri della scrofa” del presidente Franco Brunelli e del diesse Graziano Molinari emergano le doti realizzative di Andrea Cerchier, classe 1995, terzino centrale esperto in Informatica e giovane “bandiera” (classe 1994) dell’undici isolarizzano approdato per la prima volta in Promozione dopo aver conquistato il Trofeo Veneto di Prima categoria, superando al neutro di Bagnoli di Padova la corazzata polesana dello Scardovari. “Con quelli segnati in Coppa” racconta “El Cerchio” “sono 6 le reti che ho finora firmato. Ho già migliorato” sorride “il mio record, da difensore, di 4 reti stabilito, sempre con la maglia dell’Isola Rizza, nella stagione 2014-15, con mister Salvatore Di Paola in panchina”.

Molti i gol segnati di testa: “Si vede che la natura ha dato ai colpi acrobatici quello che non mi ha donato ai piedi” e giù un altro sorriso innocente. “Bando agli scherzi, i miei colpi vincenti sono frutto della fortuna di trovarmi al posto giusto al momento giusto, e colgo l’occasione per ringraziare i miei compagni per i loro preziosi assist”. La causa di tanti gol subiti? “E’ un deficit che si registra quest’anno, non invece l’anno scorso. E’ che a volte sottovalutiamo gli avversari e paghiamo il mezzo errore commesso contro avversari che hanno più esperienza in questa categoria di noi. L’obiettivo primario resta la conquista della salvezza. Avere in classifica anche un punto in più è oro, perché questo è un Torneo molto equilibrato in cui le distanze tecniche sono abbastanza ridotte. Il campionato è ancora abbastanza lungo, speriamo di mettere subito più fieno in cascina e di mantenere questo bel gruppo durante questo mercato di dicembre”.

Qual è l’avversario più forte fino ad ora incontrato? “Il Pescantina l’ho visto bene, anche se noi l’abbiamo incontrato in un momento in cui non eravamo al top. Mi è piaciuto per intensità il Montorio, contro il quale potevamo vincere noi. Fortissimo l’attacco del Cologna Veneta: soprattutto, imprevedibile e potente è bomber Fabio Sinigaglia. Lo vorrei sempre avere nella mia squadra, non contro”.

Altra colonna del pacchetto arretrato isolarizzano è Paolo Chiavegato, classe 1995: è stato anche lui una delle pedine decisive che hanno contribuito all’esaltante stagione di Coppa vissuta lo scorso anno dall’Isola 1966: “Questo è la mia prima esperienza di Promozione, ma è un Torneo dove si riscontra più qualità e serietà perché le gare sono governate dalla terna arbitrale. E’ un campionato imprevedibile, le matricole che corrono e le altre favorite – vedi Albaronco, che dopo la campagna di rafforzamento-aggiustamento di dicembre, comincerà a seminare vittorie!, Mozzecane ed Aurora Veronella -, le quali devono ancora mostrare tutto il loro grande valore. Se abbiamo preso tanti gol è stato più per demerito nostro che per merito degli avversari”.

Tra Coppa e campionato, “El Chiave” ha collezionato 11 presenze: “Solo in 3 gare di campionato non sono entrato, ma, importante è che Friggi e soci possano raggiungere la salvezza il più presto possibile”. Tra le avversarie al difensore di Bovolone Paolo – la mamma Barbara Benini è stata calciatrice dell’Hellas Verona, in A, e poi nel Modena in B, attaccando i fatidici guantoni al chiodo quando era in attesa della nascita di Paolo – è piaciuto il Sitland Rivereel: “E’ una squadra, quella vicentina, che prova a giocare un calcio semplice e bello da vedere; ma, anche il Montorio dell’esterno Braggio non è male, eh. Il Mozzecane ha in Boseggia e Cappelletti elementi di grandi qualità”. Per ora (ndr) l’Isola 1966 detiene lo scomodo record di difesa più gruviera del girone “A” di Promozione: “Abbiamo regalato tanto agli avversari, i quali al primo errore non ti perdonano. Siamo, come dicono i numeri, una squadra che segna tanto, ma, che, ahinoi!, subiamo pure tanto”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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