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domenica, 21 Aprile 2024

La sfida infinita per il titolo fra il Caselle e l’Arbizzano

Guardando la classifica del girone A di Seconda categoria, la lotta per salire in Prima categoria riguarda quest’anno soprattutto due squadre: Caselle e Arbizzano. Entrambe hanno il giusto potenziale con due organici consistenti e di qualità per poter sognare in grande. Il Caselle ora è primo con 53 punti ed ha superato di un solo punto l’Arbizzano fermato domenica in casa sull’1 a 1 dal Parona. Chi la spunterà tra le due agguerrite contendenti? Difficile dirlo, visto che Caselle e Arbizzano hanno in rosa giocatori di quantità e qualità che possono cambiare il volto alla gara in ogni momento. La differenza la farà come affronteranno le prossime sette gare che mancano da qui fino alla fine dei giochi. Il Caselle di mister Beppe Bozzini se la vedrà in casa contro Fumanese, Colà Villa Cedri e Sant’Anna d’Alfaedo, in trasferta contro Rivoli, Real San Massimo, Cisano Juventina Bardolino e Sommacustoza mentre l’ Arbizzano di mister Marzio Menegotti giocherà in casa contro Gabetti Valeggio, Bure Corrubbio , Gargagnago e Rivoli fuori contro Juventina Valpantena, Team San Lorenzo e Fumanese. Impegni importanti anche per le due loro bocche di fuoco, l’attaccante dell’Arbizzano Davide Sacco e quello del Caselle Francesco Savoia, appaiati a 11 gol nella classifica marcatori del girone comandata dal bomber del Gargagnago Riccardo Sospetti con 23 reti segnate in altrettante gare il quale tiene accese le speranze dei tricolori di mister Roberto Pienazza terzi con 46 punti.

E’ sempre sul pezzo mister Giuseppe Bozzini, tornato ancora una volta a Caselle, dopo aver chiuso l’estate scorsa la sua avventura all’Olimpica Dossobuono, il quale ci dice: “Sette gare tutte dove da giocare al massimo fin dal primo minuto fino al triplice fischio. Nel girone di andata abbiamo “marciato” ad un ritmo vertiginoso sfruttando l’ottimo lavoro fatto in preparazione e dei tre allenamenti settimanali. Ora tutte le squadre mi sembra abbiano trovato i giusti equilibri e quindi ogni partita si è fatta più complicata, questo perché non vedo grandi differenze tecnico tattiche tra le prime in classifica e le ultime. Vincerà il campionato chi alla fine avrà più condizione atletica e più tenacia agonistica. Tutti i mister delle squadre incontrate stanno dimostrando di saper sfruttare al meglio le caratteristiche tecnico tattiche dei giocatori a loro disposizione e questo ha reso il campionato molto equilibrato. Della mia squadra e dei miei ragazzi apprezzo soprattutto due cose; la disponibilità a credere ad un progetto ambizioso fin da subito, cioè provare a vincere il campionato, e la sopportazione alla mia determinazione. Questo, ad oggi, nonostante i molti infortuni e le vicissitudini incontrate, ci ha consentito di essere ore nelle prime posizioni per affrontare al meglio lo sprint finale. Ora ci servirebbe anche un po’ di fortuna, che non fa mai male”.

Gli fa eco il mister dell’Arbizzano Marzio Menegotti, che aggiunge: “Attualmente occupiamo le prime posizioni ma sappiamo perfettamente che nell’arco di una stagione può succedere di tutto, per questo motivo non ci lasciamo ingannare dai primi risultati positivi o negativi, pensiamo solo ad allenarci al meglio preparandoci ad affrontare una gara alla volta al massimo delle nostre possibilità”. Qual è il segreto dell’Arbizzano? “Nessun segreto, è stato creato un organico competitivo ed equilibrato, ma soprattutto formato da ragazzi per bene, dediti al sacrificio, che antepongono il bene del gruppo a quello dei singoli. Il nostro obiettivo è quello di cercare di dare continuità alle nostre prestazioni, di proporre un calcio piacevole e divertente. Giochiamo senza farci troppe illusioni, siamo consapevoli che non sarà semplice ritagliarci un posto importante nella classifica finale, ma noi ci proveremo, domenica dopo domenica, lavorando sodo, credendo sempre nei nostri mezzi e non sottovalutando mai nessun avversario”.

Chiediamo ai due tecnici come si sta evolvendo il nostro calcio dilettantistico. “Il calcio moderno in generale – dice Marzio Menegotti -, si differenzia dal calcio degli anni 80 per maggior velocità e maggior intensità di gioco. È mutato il concetto di spazio-tempo. Concettualmente, meno spazio, meno tempo, quindi maggior intensità. Nel calcio moderno la prestazione atletica e la fisicità sono requisiti importanti, anche quando si tratta di affrontare un duello uno contro uno a tutto campo (alcuni allenatori, in fase di non possesso, prediligono marcature a uomo e quindi duelli a tutto campo). Premesso ciò, a mio parere, per ottenere il maggior equilibrio e il massimo risultato dalla propria squadra, è necessario utilizzare il modulo che sia maggiormente adeguato alle caratteristiche dei giocatori che si hanno a disposizione. Ciò non toglie che sia anche possibile impiegare alcuni giocatori eclettici “fuori” dal proprio ruolo specifico o abitudinario”. Utilizzare un modulo piuttosto che un altro può fare la differenza? “Generalmente si, anche se in alcuni casi un’ottima preparazione atletica, la giusta mentalità, la propensione al sacrificio e la determinazione, possono fare la differenza anche a prescindere dal modulo. Negli anni 80 – chiude Bozzini – c’era più libertà di espressione e meno livello agonistico, per cui tutti potevano giocare, grandi, grossi e piccini. Ora c’è più organizzazione e più intensità quindi per giocare serve più forza fisica e mentale.”

Roberto Pintore per www.pianeta-calcio.it

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