Presentato anche il Nogara Calcio 2019-2020

I biancorossi passano dalla Traviata alla Carmen

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In pieno clima lirico areniano, così possiamo definire il passaggio dalla tribulata (“traviata”) annata conclusasi a maggio con la sospirata salvezza a quella nuova che alzerà il sipario a fine agosto. Il grande maestro Franco Zeffirelli ne sarebbe certamente contento nel vedere da lassù che i “cosacchi bianco-rossi del basso Tartaro” hanno già lasciato alle spalle il loro passato, imboccando con grande fiducia ed entusiasmo l’autostrada 2019-20. Ma, dalla trama verdiana, in cui la giovane cortigiana parigina Violetta Valery nella “Traviata” – opera amata dal rag. Gianni Frignani, uno del sestetto dirigenziale nogarese assieme ad Andrea Martini, a Bruno Comìn, a Giulio Furlani, a Lorenzo Garbellini e a Walter Bampa, neo diesse – è interpretata stanotte 17 luglio da Giulia, affetta da una fastidiosa quanto ingombrante zoppìa a causa di una truffaldina ed impietosa puntura d’ape, e dalla sempre lunare (ci stiamo avvicinando al 50mo dello sbarco sulla luna dell’uomo: ci sta, dai, ci sta!) bellezza della gemella eterozigote Monia, sì, quella con i capelli di platino, ravvivati da occhi color perla di tigre, ovvero dalle due woman bar del “Bar Piazzetta”, quello a un tiro di schioppo dalla stazione, si passa alla bellezza quasi intrigante della massofisioterapista Carmen Guidobaldi.

La nuova massaggiatrice, di origini molisane (è nata a Venosa, nel Potentino), capelli biondi incastonati da due lanterne azzurre, appena rientrata dalla stordente, elegante quanto invitante Milano Marittima della grande movida romagnola, ve la immaginate, tutta compunta e che lascia i ragazzotti borghesi e, perché no, paninari della Pol. Borgo Trento, e i ragazzi della borgata di Santa Croce dell’Ares Calcio Vr, per vivere la sua prima avventura salgariana con i “cosacchi del Basso Tartaro” del presidente Andrea Martini, al suo 6° anno di presidenza consecutiva. Non sarà la Carmen tutta sorrisi e grazie dipinta da Georges Bizet, subentrata al molto indaffarato Mattia Spadini, ma l’eroina che sotto il guanto (e, perché no, con le sue mani di velluto) nasconde lo stiletto davanti al giovane e schiumante “torero” bianco-rosso di turno che le si presenterà in infermeria con la scusa banale di un acciacco pur di saggiarne la beltà prima ancora che la bravura di valida operatrice posturale.

Scusateci l’ingresso, ma la “nogarità” – termine coniato sulla sua pagina di facebook dall’avanti virgiliano Diego Grigoli per descrivere il contorno e il companatico del calcio nogarese – “fubal” immortalato dal libro “Aspettando il centenario” sui suoi 100 di respiri confezionato dallo scrittore (8^ sua fatica) e regista (3 i film, tra cui “I Briganti”, pellicola sul 900 nogarese) Giordano Padovani, e che sarà presentato il prossimo 14 settembre (ndr) – quando si parla di presentazioni estive, stregate dalla luna che si dà il cambio al rovente Solleone si intinge, si impasta sempre di cornici e di sfondi originali, ingentiliti da “monne” sublimi, come, in quest’occasione, la Marta Martini e la Deborah Comìn (grande assente, Francesca Forigo in Furlani). Più effervescenti, nella loro mise, delle bollicine che fuoriescono dal Prosecco Valdobbiadene “Soligo” millesimato 2018, scaraffato e servito assieme a un buffet ammiccante come le lucide olive. Stregati, dunque, dalla luna catturata dagli astronauti statunitensi mezzo secolo fa (esattamente la notte tra il 20 e il 21 luglio), rapiti dal fascino delle “donne del calcio” nogaresi e dalla conturbante bellezza delle “veline” del locale, più soli dopo la scomparsa – da qui a poche ore – dell’impareggiabile cantastorie siciliano Andrea Camilleri, la reincarnazione moderna del tebano Tiresia, colui che prevedeva il destino dell’insaziabile Ulisse.

Altra novità della serata nogarese, il mister, Mauro Franzini da Bozzolo mantovano. Classe 1962, fisico ancora da pungente “punteros”, il coach – subentrato ad Andrea Greggio, passato a guidare gli Juniores della Scaligera – vanta lunghi trascorsi di un certo prestigio (7 anni in serie D) come punta ed altrettanti sulla panca come vincente “condukator” in club sia reggiani che mantovani. Predilige il 4-3-1-2, ma non disdegna il cartesiano 4-3-3 o l’algoritmico 4-4-2. “Andrea Badalotti? Ho giocato contro suo padre, Giovanni, libero vecchio stampo. Ma, è stato Diego Grigoli ad introdurmi nel calcio basso-veronese. Sono stato ammaliato, affascinato dalla struttura del “Remo Soave” e dai numeri dell’imponente vivaio. Per me, sarà un’esperienza nuova, dopo aver deciso di avvicinarmi a casa dopo tanto ramingare nel Cremonese e nel Reggiano (sono stato a Calsalmaggiore e a Brescello)”.

Il presidente Martini, fuori onda, fuori del rituale “Discorso alla Nazione”, ci confida che Franzini sa essere anche un mister con i muscoli: “Mi hanno detto che durante un allenamento, mentre lui spiegava la tattica, ha richiamato in maniera energica alla sua attenzione un suo giocatore che pensava ad altro e che si muoveva verso altre direzioni. E’ un trainer molto esigente, che ha giocato fino a 41 anni e mezzo, e che sono convinto che faccia al caso nostro per 360 gradi”. Il coach sarà assistito da un uomo esperto del calcio del territorio: Patrik Parolin, cognome molto diffuso nella vicina frazione di Campalano (come i Cordioli si sprecano a Rosegaferro di Villafranca, i Boscolo, i Tiozzo e i Penzo a Chioggia). Da 6 anni a questa parte, il preparatore dei portieri è Paolo Perezzani, mentre la “rosa”, ancora da completare, attende gli ultimi tasselli: “Responsabile della Prima squadra è il messinese Santi Munefà, Segretario Carmine Di Candia, il generoso ed umile vivandiere Ermes Frizzeri, magazziniere Claudio Clementi, Responsabile del nostro Settore Giovanile, sempre in crescendo rossiniano a livello di numeri (quest’anno 13 le squadre oltre la Prima squadra, per un totale, compreso il “Noi”, di oltre 300 tesserati), è stato riconfermato il 49enne Enrico Greggio “Clark Gable” da Gazzo veronese, mastro risottaro, non solo: ma, anche esperto artigiano degli infissi. Nella prova del…cuoco, gareggia con il mitico Mario, abilissimo nel far cuocere le carni alla brace”.

La vera forza del Nogara Calcio risiede prima che nei numeri nel “grande popolo” del suo volontariato: “Che, come ha avuto modo di ricordare lo stesso Andrea Martini, sfiora la 90na di appassionati”. Tanti i giovani, e, soprattutto, “promossi” dagli Juniores Regionali: a partire da Filippo Mingarelli (2002), dal fratello e difensore centrale, il 1999 Dante; dall’esterno–centrocampista 1999 Alex Cottarelli a Carlo Olivieri (1999) a Odaro Obiadaru Osasuy (esterno, classe 2000, fratello del più famoso oggi in forza all’Atletico Vigasio e nostra “scarpa d’oro 2017-18”); da Junior Immasuen (1999, prelevato dal Marmirolo Mantovano) ad Alex Serraino (sangue messinese, centrocampista 1993, dal Marmirolo Mn) ed al difensore 1997 Riccardo Rossi. Continua fieramente a garrire la “bandiera bianco-rossa” Andrea Codognola, classe 1980, con alle spalle le oltre 400 presenze e nel cuore il piccolo Giacomo, nato il 21 maggio 2019. Tra i “ritorni di fiamma”, la punta mantovana, classe 1991 Marco Garutti, assenti stanotte il duemillenario Davide Zaghini, Coppiardi Nicolò (1999, dal Casteldario Mn), l’albanese Drittan Gordi, e l'”oxfordiano” di Mantova, ossia Alberto Formigoni e Leonardo Agostinis (1999 dal Casalromano Mn). Ma, anche il capitano – per 4 stagioni nell’A.C. Sambonifacese – di Jorginho, al secolo Christopher Negrini, Nicola Coppieri ed Alessio Agostini.

Hanno preso la parola anche le autorità politiche, a partire dal vice-sindaco, il giovane Marco Poltronieri, “portiere volante” al Torneo de “Le Crosare” di Bovolone degli Amatori della sua frazione nogarese di Brancon, e il primo cittadino, il forzista Flavio Pasini, subito generoso ed accattivante con la sua stretta di mano porta a tutti i giocatori del Nogara Calcio: “La vostra passione la trasmettete al paese, e il nostro territorio mai come adesso ha bisogno di esempi positivi da condividere con la nostra comunità e in un contesto storico, in cui i grandi valori sembrano via via stingersi”. Sì, proprio come la luna stregata di questa notte di mezza estate, la quale per fortuna nostra e dei suoi cittadini con il naso all’insù, non sembra essere di traverso, ma invece rincorrere come una cometa altri cieli azzurri, meno nero seppia. Perché più sola, questa luna, come il commissario ragusano più famoso d’Italia; ma, non solo!

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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