Per Emilio Cavazza (Valdalpone Roncà) il calcio va oltre… il calcolo

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Ci accoglie, il dottor commercialista Emilio Cavazza, nel suo elegante studio (di commercialista) nel cuore di San Bonifacio: le luci, ben architettate, sono chiare come le sue idee sul calcio, disciplina che dichiara di non aver mai praticato, ma che il figlio Alberto, punta, classe 1999, abbraccia con passione fin da piccolo, con il desiderio in futuro di affiancarlo nello studio, una volta conseguito l’alloro in Economia Aziendale. Dopo 8 anni, l’equivalente di due mandati consecutivi al vertice dell’SSD Valdalpone Roncà 1975, il club giallo (come il vino) e amaranto (come le ciliegie di quella splendida vallata ad Est di Verona), il 59enne commercialista (è nato l’8 luglio) ha deciso di passare la staffetta all’imprenditore Giuseppe Steccanella, altro innamorato della pelota. “Oltre che dai calcoli e dalle consulenze fornite alle aziende, come esperienza, io provengo dal mondo della Scuola: per 23 anni sono stato il rappresentante di classe, per due volte ho ricoperto l’incarico di vice-presidente del Consiglio di Istituto”.

 Ma, il professionista fa parte anche del Lyon Club Valdalpone, impegnato in iniziative benefiche a favore di chi ha bisogno in quel lembo di comunità e di terra: “Io sono del parere che la poltrona non deve essere un nostro indumento, un vestito che per forza deve esserci appiccicato. E, poi, chi svolge un ruolo nell’ambito delle Associazioni sportive non può prescindere dalla capacità di interfacciarsi con le esigenze di chi pratica la disciplina agonistica nel proprio territorio, altrimenti si chiamerebbero ditte – non associazioni – individuali. Dopo mesi di opera di persuasione, sono riuscito a convincere l’amico Steccanella – socio pure lui del Lyon e sensibile al sociale e ai vari progetti del nostro territorio – a prendere in mano il timone della società monscledense”.

E, da massimo dirigente, Cavazza è passato alla poltrona di d.g. e pure di d.s. giallo-amaranto: “Quella di diesse l’ho dovuta prendere in quanto la partenza di Massimo Franchetto, in direzione Pro San Bonifacio, aveva lasciato un bel vuoto. Mi è toccato ricostruire quasi ex novo la “rosa” del gruppo che sta ripetendo il girone “B” di Prima categoria, rinnovato di ben 18/21esimi. Quando avvicino i nuovi arrivi, voglio parlare più che alla loro testa al cuore, perché prima vogliamo avere a che fare con uomini veri e poi con atleti”.

Un movimento, quello dell’SSD ValadalponeRoncà 1975, il quale tocca i totali 220 tesserati: “Oggi, per mancanza del materiale umano, siamo incentivati a dover stringere forti collaborazioni con i club della nostra vallata, al fine di comporre le “rose” delle compagini giovanili. Il principale obbiettivo da raggiungere è lo sbocco in Prima squadra, massima vetrina che possiamo offrire, ai nostri ragazzi cresciuti nel vivaio. Noi abbiamo il compito di formarli, accrescerli anche dal punto di vista educativo, non solo imbottirli di nozioni tecniche e tattiche. Il sale dell’SSD Valdalpone e di tutte le altre società dilettanti deve essere il poter praticare la disciplina sportiva amata, ma divertendosi, perché il calcio, alla pari del tennis, del nuoto, del volley e di altre discipline, deve ingenerare gioia, piacere di trascorrere alcune ore insieme”.

Ed ancora: “Come Valdalpone, la nostra prima ricerca non è mirata sul giocatore-talento, sull’atleta-campione, perché anche da noi sono passati non uno, ma più ragazzi, che hanno dato l’anima, ma giovani che mostrano attaccamento alla propria maglia, votati all’impegno e soprattutto animati da molta umiltà. Caratteristica che sta alla base di tutti i comparti della vita, non solo quelli ludici e ricreativi. L’umiltà è l’elemento fondamentale, il quale accresce, fa lievitare le capacità in un e di ogni sportivo”. Un giocatore-esempio della filosofia montecchiese – riportato dallo stesso Emilio Cavazza – è l’ex giallo-amaranto Emilio Brunazzi: “E’ un giocatore, che, arrivato alla maturità, ha guadagnato categorie dopo categorie, spiccando il volo dalla nostra Prima categoria fino – è storia odierna – in serie D con la maglia del Caldiero passando prima dal Team S.Lucia in Eccellenza. E’ il classico esempio di come la continuità della passione, del sacrificio possano portare a raggiungere a raggiungere i propri sogni”.

Andrea Nocini per www.pianeta-calcio.it

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